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Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.
«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»
(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)
“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”
Gaetano Salvemini
giovedì, 08 maggio 2008, 22:08
Ci ho messo molto tempo, sì, lo so. Molto tempo per ritornare alla vita di tutti giorni. Voi direte che quattro giorni sono pochi per dimenticarsi dei problemi quotidiani , ma vi assicuro che per me sono stati talmente intensi da sembrare di più e, tutto sommato, sono stati sufficienti per estraniarmi quasi completamente.
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ALCUNE IMMAGINI DEL MIO VIAGGIO A SIRMIONE E A GARDLAND
INSIEME A MIA FIGLIA link
Itinerario:
Sirmione ( due gg), Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Torri del Benaco e da qui ci siamo imbarcati per raggiungere, Maderno che è dall'altra parte del lago. Proseguendo: Salò, Desenzano del Garda e...Roma!
Primo giorno a Sirmione. Incantevole.
 
 
Secondo giorno a Gardland. Divertente.
 
 
 
Ma anche stressante! File interminabili!
 
Terzo giorno. Ancora Sirmione. Grotte di Catullo. Rilassante.
 


Quarto giorno: Giro sul lago di Garda e traversata. Stupendo.
 
 
Ed ora è difficile riprendermi L
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mercoledì, 30 aprile 2008, 07:10
OLTRE LE RELIGIONI
Questa è una risposta a SEAMUS che mi chiedeva nei commenti del post precedente alcuni consigli.
In questi giorni in cui sarò a Sirmione potete leggerlo anche voi!
A presto!
Ros
Se riflettiamo capiamo, di Rosalba Sgroia. Lezioni affrontate con una terza elementare, non nell’ambito dell’ora alternativa ma nella disciplina “studi sociali”. Lo scopo: arrivare a riflettere insieme su come si possono costruire le regole morali sulla base delle proprie esperienze, sulla base delle esigenze di tutti e sul grado di soddisfazione di ciascuno. Liberamente scaricabile.
( Vengono trattati molti temi: libertà, cambiamento, giustizia, prepotenza, bullismo, diversità, uguaglianza, art.3 Costituzione Italiana)
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martedì, 29 aprile 2008, 12:08
TEMPO DI COMUNIONE ( per gli altri) E MIA FIGLIA SI MERITA UN VIAGGIO A GARDLAND E A SIRMIONE J
- Mamma, è dall’inizio della terza elementare che le mie amichette non fanno altro che dirmi: “ Alla comunione facciamo un pranzo magnifico al ristorante! Mi faranno mille regali! Mi metterò il vestito bianco da sposa! Tu non farai la comunione e allora niente!”
(Ma che brave bimbe J
Le vedo con il loro sorrisetto un po’ perfido.
Mi spiace dirlo, ma è così. )
- Ma io non mi preoccupo mica, sapete? Fate quello che volete. Intanto due anni di catechismo e di messe domenicali non ve le toglie nessuno.Poi non vi interessa la messa, infatti dite che è molto noiosa. Vi interessano solo le cose che avrete- Così ho risposto alla mie care amichette, mamma J J-
Ottima risposta bimba mia!
TI PORTO A GARDLAND,
un bel viaggetto anche a Sirmione,
altro che “comunione”!
Sei fantastica bimba mia, rispettosa,
per nulla invidiosa ( e di cosa poi?)
Le regole del vivere civile sono ben altra cosa!
Quindi dal 30 aprile al 4 maggio
ti porto a fare uno splendido viaggio!
J
Di una cosa sono contentissima: le mie figlie non sono conformiste.
Ogni tanto guardano la TV e sanno criticare i programmi idioti e demenziali.
Di una cosa mi cruccio: sono molto sensibili e forse soffriranno un poco vedendo superficialità, opportunismo e pressappochismo, ma di sicuro saranno forti e sapranno reagire alle varie ottusità!
Rosalba Sgroia
ECCO IL CONSIGLIO CHE HO DATO AD UNA MAMMA PREOCCUPATA.
" ...
Come convincerla ad essere l’unica a non andare al catechismo, a non volere l’abito elegante e l ‘assurda festa della prima comunione? Vorrei evitare posizioni impositive e intransigenti, perchè potrebbero scatenare la reazione contraria.
Grazie per il vostro tempo e cordiali saluti,
Lettera firmata
LA MIA RISPOSTA qui:
http://www.uaar.it/news/2006/10/22/ora-religione-discriminazione-atto/
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lunedì, 28 aprile 2008, 18:38
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lunedì, 28 aprile 2008, 18:11
BALLOTTAGGIO ROMA
...e va bene così. Punto.
E a capo.
Anzi, no...un'altra notizia, ma sì! Che bellezza.
Non riguarda Roma, ma se questa è la musica...Io mi tappo le orecchie!
Gentilini: “Io applico il fascismo e il cattolicesimo”
ROMA - «Io applico il fascismo e il cattolicesimo». Giancarlo Gentilini, il vicesindaco leghista di Treviso, ha svelato al quotidiano spagnolo El Pais a chi s’è ispirato per realizzare la sua politica di «tolleranza zero» verso immigrati, nomadi, prostitute, gay, lavavetri, ambulanti e graffitari che gli ha meritato una certa fama a livello nazionale. Gentilini, che s´è vantato di essere lo «sceriffo d´Italia» (tempo fa propose «la pulizia etnica degli omosessuali»), ha ammesso di «aver imparato dal fascismo l´ordine e la disciplina», insegnamenti che poi «ha applicato durante i suoi due mandati da sindaco». «Fui educato alla mistica fascista - ha confessato - l´amore per il tricolore, le leggi e il prossimo». Il vicesindaco di Treviso, ricordando i suoi 9 anni al collegio San Pio X, ha spiegato di ispirarsi pure «alle leggi del cattolicesimo», rispettando «la religione di Stato ed eliminando gli intenti di costruire moschee». E quindi ha proclamato di «applicare il vangelo secondo Gentilini», ovvero «la tolleranza a doppio zero e il rispetto delle leggi». Dopo aver ricordato «di non essere xenofobo», ha subito precisato, però, di «odiare le prostitute», e di «non tollerare i nomadi».
Il lancio è tratto dal sito di GayNews
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giovedì, 24 aprile 2008, 22:00
25 APRILE link
LA LIBERTA' DAL NAZI-FASCISMO
Da Repubblica online: "Ma più si avvicina la data, più le polemiche crescono. Perché il centrodestra non esita ad attaccare una celebrazione che considera monopolio della sinistra. Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl, arriva a proporre "l'abolizione della festa nazionale del 25 aprile". Secondo Selva "per la retorica e i falsi che sono stati fatti, viene attribuito alla Resistenza e alla vittoria dei partigiani un merito che non c'è stato".
Manifestazione UAAR
25 aprile di fronte al Porta S. Paolo (tra le ore 09,30 e le ore 10,00) - il Circolo UAAR di Roma Partecipa alla celebrazione del 25 aprile
Il 25 aprile è una festa istituzionale (non ha nulla di partitico) : è la festa della nostra Repubblica !
Già lo scorso anno molti politici (di fronte alle nostre bandiere) furono sorpresi nel vedere tante nuove associazioni ma soprattutto nel vedere l'UAAR.
Ques'anno (in accordo con tutti i circoli d'Italia) l'UAAR vorrà essere presente contemporaneamente a quante più celebrazioni del 25 aprile in tutto il paese per far sentire la propria presenza politica e per ribadire un concetto fondamentale : NON E' PER QUESTA ITALIA CONFESSIONALE/CLERICALE CHE ABBIAMO AVUTO UNA RESISTENZA.
FOTOGRAFATISSIMO!
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mercoledì, 23 aprile 2008, 14:37


I miei volti sono attimi.
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I miei capelli respirano la libertà.
La mia pelle raccoglie il vento.
Il mio sorriso lambisce i sogni.
Il mio sguardo ricama attese.
Il mio corpo è il mio pensiero.
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Di me tracce di un passato
che s’innesta al divenire
e non ho che inventare
il disegno che mi raffiguri.
Rosalba Sgroia
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Unapausadistensivaprimadelrisultatoelettoralequiaroma!!!!
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lunedì, 21 aprile 2008, 20:21
Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto
Recensione di Rosalba Sgroia

Esporre le proprie ragioni del perché non si aderisce ad una fede, ad una confessione religiosa e non temere eventuali reazioni intimidatorie, fa onore all’autore di questo libro e a tutti coloro che, come lui, esprimono il proprio punto di vista a riguardo. Giancarlo Marchi, lungi dal voler produrre un trattato anticattolico, ha raccontato fatti accaduti vissuti in prima persona e ha esposto “alcune realtà e notizie non certo di prima mano, ma già sapute e risapute da chi le ha volute o le vuole sapere”.
Vivere sulla propria pelle la rigidità dei precetti cattolici impartiti in un collegio salesiano, verso la fine degli anni ’30, ricucire gli strappi laceranti di un’educazione ferrea e coercitiva e poi “denunciare” il proprio sconcerto e dolore, non è impresa facile per nessuno, ma è ancora più difficile farlo in modo lucido, profondamente umano e soprattutto con la dignità di chi non si arrende all’ignavia, all’inerzia mentale, al silenzio.
L’autore, nella prima parte del libro- presentato con la copertina tratta dal n.2/2004 de l’Ateo, dedicato all’Indottrinamento infantile- ci mostra l’insofferenza e la pena vissute quando era uno studente del collegio S.Giuseppe di Modena. Ci racconta, in modo semplice e incisivo, il suo percorso costruito sulle piccole e innocue vendette architettate ai “danni” di quei preti così severi. Un modo per difendersi e per meglio sopportare quel regime di vita in cui l’attenzione principale era quella di vigilare affinché i ragazzi non commettessero “atti impuri”, senza preoccuparsi di tener d’occhio gli adulti in tonaca, attratti da quei ragazzi in erba…, in cui s’impartivano pratiche religiose estenuanti e ripetitive fino allo stordimento, in cui si taceva, per ovvie ragioni, tutta una parte di insegnamento storico- religioso, in cui, insomma, accadevano episodi incresciosi e deleteri per i poveri studenti.
Il Marchi, prosegue raccontando come ha iniziato a cercare spiegazioni sui perché dei danni subiti, su come il sistema ecclesiastico aveva operato per secoli e secoli in questa direzione. Attraverso l’episodio dell’incontro con un Vescovo, avvenuto agli inizi degli anni ’70, affronta argomenti scottanti e si rivolge al prelato con la sincerità di chi vuol capire, senza scagliarsi con odio contro chi crede, ma sicuramente con l’atteggiamento critico e diffidente verso chi ha sempre usato la fede per soggiogare ed esercitare potere. Espone, a tale proposito, anche se dichiaratamente in modo sommario, alcune importanti e controverse questioni storiche, quelle sui sacramenti, sui vari culti mariani, sull’attuale controriforma e sui recenti problemi legati alla bioetica, mostrandosi profondamente indignato per come la Chiesa Cattolica abbia ultimamente edulcorato il proprio catechismo, giustificando cambiamenti che, invece, fino a qualche anno prima, erano impensabili. Perché questo? Se a quei tempi si decantava la giustezza della liturgia, delle imposizioni, degli insegnamenti dottrinali, perché si è avvertita la necessità di cambiarli? Perché i nati nella prima metà del novecento ( e non solo loro, purtroppo!) hanno dovuto subire quei soprusi? Ecco, noi sappiamo perché, e anche il nostro Marchi lo sa. Per questo vuole ribadirlo con questo libro. Un libro di facile lettura, un piccolo e semplice compendio che può essere strumento per chi voglia conoscere alcuni dei misfatti compiuti, in un clima di profonda ignoranza e rassegnazione, dai poteri ecclesiastici; un esempio di come si possa vivere a testa alta, da non credente, in un paesino in cui chi non frequenta la chiesa viene ancora considerato un “diverso”, una persona non perbene…
GIANCARLO MARCHI, “ Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto. Edizioni Il Fiorino 2005 Modena
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sabato, 19 aprile 2008, 19:02
E di me, e di te
E di me
resterà una traccia.
La zolla di terra
segnata sul petto
che carne di sale
si piega al vento
colmata d’amore
vestita di seta
sofferta e segreta
si posa sul seno.
Traccia d’aria
respiro innocente
il volto, la mente.
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E di te
resterà l’odore
che spezza i ricordi
che adorna le sere.
Rumori di sogni
canzoni e chimere.
Rugiada d’ambra
soffuse stagioni
rincorrono lune
e s’alzano in volo.
E di me
E di te
Resteranno le nostre mani
E parleranno ancora.
Rosalba Sgroia
2007

Foto Rosalba Sgroia
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sabato, 19 aprile 2008, 10:42
ED ORA SI COLPISCONO LE FAMIGLIE COSIDDETTE " IRREGOLARI" E DI CONSEGUENZA CI SARANNO BAMBINI DI SERIE A, DI SERIE B, DI SERIE C...
LEGGETE E COMMENTATE SE NE AVETE VOGLIA...
ANCHE QUI.
COSTITUZIONE ITALIANA
TITOLO II
RAPPORTI ETICO-SOCIALI
Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
Art. 30.
È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
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