Chi Sono
Blogger: rosalbas
La realtà a volte è sottosopra. Occorre cambiare spesso prospettiva per capirla, senza stravolgerla.

Chi sono è scritto nei miei post. ( vedi 1° tag- Categorie)

La trasparenza è l'essere visibili senza apparire. E' semplicemente essere ciò che si è.

Amo insegnare e lo faccio per campare, amo imparare e lo faccio per vivere.

Accendi la tua ragione e mettila a confronto con le tue emozioni. Raggiungi l'equilibrio e modulalo nel percorso della tua vita.

La mente aperta è pronta ai cambiamenti, la mente chiusa vive nella tradizione... La mente aperta sa modulare cambiamento e tradizione, la mente chiusa rifiuta ogni novità perché potrebbe scardinare il lucchetto degli arcaici scrigni.

La mente aperta è dubbiosa, quella chiusa è monolitica e inamovibile.

Si sta sempre su una corda con le braccia dischiuse, con gli orizzonti aperti al generale e la mente attenta al particolare! :-) La vita ondeggia e meno male!

Rosalba Sgroia

Dimenticavo: Sono sentimentalmente impegnata :-)

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Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.

«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»

(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)

“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”

(Gaetano Salvemini)

Domanda: Cosa c'è dopo la vita?

Risposta: I fianchi.
giovedì, 28 settembre 2006, 08:38
Archiviato da rosalbas in: discriminazioni

Riallacciandomi anche al post precedente....

 I FATTI CHE ACCADONO NELLE SCUOLE D'ITALIA SONO A DIR POCO GROTTESCHI. L'ILLEGALITÀ E L'ARROGANZA SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO DA PARTE DELL'ISTITUZIONE SCOLASTICA, CHE DOVREBBE ESSERE IL LUOGO DELLA CULTURA E DEL RISPETTO DELLE DIVERSITÀ, DELLE PARI OPPORTUNITÀ.

QUESTE ALCUNE DELLE LETTERE PERVENUTEMI E A CUI HO DATO RISPOSTA; LETTERE CHE TRASUDANO DISAGIO DA TUTTI I PORI…COME QUESTE MOLTE ALTRE STANNO ARRIVANDO E TUTTE  PARLANO DI COME QUESTO PAESE NON SIA AFFATTO LAICO.

R.S

 

  ORA DI RELIGIONE: DISCRIMINAZIONE IN ATTO

 

 

Gentile Responsabile del Progetto,

nel momento in cui abbiamo preso la decisione di lasciare il nord Europa e di tornare a vivere in Italia con la nostra bambina avevamo presenti le problematiche che avremo avuto per il nostro essere due genitori agnostici con una figlia non battezzata.

Abitiamo in una piccolissima comunità, fortemente cattolica e rigidamente legata alle sue tradizioni ed ai suoi rituali.

Nostra figlia ha iniziato nel settembre del 2005 a frequentare la scuola materna comunale, al momento dell'iscrizione abbiamo espresso la nostra volontà di non avvalerci dell'insegnamento della religione cattolica.

In assenza di un'attività alternativa ed essendo gli unici genitori
dell'intero istituto (scuole elementari comprese) ad avere espresso tale volontà ci è stato comunicato  che 2 volte la settimana nel bel mezzo della mattinata avremo dovuto prendere nostra figlia da scuola per riportarla al termine della lezione di religione.

Questa possibilità si è rilevata incompatibile con i nostri impegni lavorativi e così nostra figlia ha frequentato l'ora di religione per l'intero anno.
L'insegnamento della religione cattolica si protrae anche al di fuori dell'ora di religione, ad. es. i bambini devono fare il segno della croce e la preghiera prima di pranzo; essendo mia figlia l'unica a non saperlo fare le maestre si sono prontamente impegnate affinché imparasse a farlo correttamente, considerando il suo non sapere pregare come si deve  come un elemento potenzialmente discriminante.

Avrebbero potuto cogliere l'occasione per spiegare ai bambini che esistono diverse visioni del mondo e della divinità, tutte degne dello stesso rispetto.
Io non credo che le insegnanti siano tutte cattoliche, è come se avessero paura di cambiare o di affrontare queste situazioni nuove, diverse e minoritarie.
Mi sento profondamente turbata, la comunità esterna rappresenta un forte elemento di disturbo su questo campo tra me e mia figlia.
Ho paura che una volta alle scuole elementari voglia fare la prima comunione e il battesimo, perchè lo fanno tutti.
Ho paura di non essere abbastanza convincente o per lo meno non quanto lo sono le maestre o le catechiste che con le loro canzoncine e i loro disegni riescono e forse riusciranno a catturare la sua curiosità.
Vorrei essere più informata su come un genitore agnostico possa comunicare,  spiegare a un bambino che vive in una comunità cattolica la validità della propria scelta.
Come convincerla ad essere l'unica a non andare al catechismo, a non volere l'abito elegante e l 'assurda festa della prima comunione?
Vorrei evitare posizioni impositive e intransigenti, perchè potrebbero scatenare la reazione contraria.
grazie per il vostro tempo e cordiali saluti,

LETTERA FIRMATA

************************************************

Gentile Signora XXXXX.,

ho letto la sua bellissima e accorata lettera con molta attenzione e con relativo turbamento, tale da non poter procrastinare la mia risposta.
Come insegnante di scuola Elementare ( prima anche della Materna) e come madre non posso che indignarmi di fronte a questi soprusi che minano alle fondamenta della dignità di una persona.
Le rispondo io in quanto responsabile del Progetto ora alternativa
www.oraalternativa.it , iniziativa nata proprio per aiutare tutte le persone come lei, tutti i bambini e ragazzi discriminati perché non cattolici, oppure, non conformi ad una "consuetudine" di maggioranza.
L'UAAR, aspettando di diventare Associazione di Promozione Sociale e quindi in attesa di poter difendere legalmente i diritti degli atei e degli agnostici, seguendo direttamente i casi, senza mettere a repentaglio i singoli, sta cercando di sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica attraverso varie campagne e questa sulla scuola è una di quelle, e a mio avviso, la più importante.
Di fronte  all'illegalità sfacciata, all'ottusità e al conformismo di queste persone, da lei ben descritte, il singolo che si ribella diventa subito lo zimbello del paese, il capro espiatorio e il diverso da ammansire, da zittire. Capisco quindi il
suo intento di agire sulla capacità critica di sua figlia e sul modo in cui la bambina possa imparare ad accettare di non uniformarsi pedissequamente alle richieste e abitudini della comunità.
Il compito assegnato a genitori come voi, in quel contesto assurdo, ma purtroppo non raro nel nostro Paese, è molto arduo, ma occorre impegnarsi.
Potrebbe iniziare da subito a parlare semplicemente di come ogni persona sia diversa dall'altra, a partire dalle caratteristiche fisiche; potrebbe inventarsi dei giochini, guardarsi allo specchio  e scoprire tutte le differenze del volto. Poi iniziare a farle notare che, al di là delle apparenze e differenze ci sono dei tratti e comportamenti comuni a tutti: es, il pianto, la risata, il mangiare, il camminare ecc...
Far capire alla bambina che ogni persona, anche se piange come un'altra, magari lo fa per motivi diversi, come ogni persona mangia, preferisce un cibo anzicché un altro e così  via.
Anche per ciò che riguarda altro tipo di scelte non tutti la pensano alla stessa maniera e dover per forza fare sempre e comunque ciò che fanno gli altri non è giusto in assoluto.
Il cammino è molto lungo, ma occorre iniziare da subito a discutere di queste cose. Quando arriverà alla terza elementare, quando si dovrà affrontare il nocciolo duro del catechismo, spieghi alla bambina, semplicemente, le ragioni delle sue perplessità, le ponga la prospettiva, di cosa comporta frequentare due anni di catechismo, andare ogni domenica a messa, 

senza suscitare terrore ovviamente, ma con spirito critico. Magari può proporle un'alternativa , magari un corso di danza o ciò che preferisce, e quando gli altri arriveranno al "fatidico giorno", può proporle un viaggio di due giorni a Gardaland o in un posto di suo gradimento.
Nel frattempo discuta pure dell'esistenza di altre religioni o concezioni del mondo e non si preoccupi di non essere all'altezza. La sua lettera mi ha dimostrato una grande sensibilità e questo è un punto a suo favore.
Io vivo a Roma e le cose sono molto diverse e con le mie figlie il discorso ha funzionato, ma ancora  in certi frangenti e ambienti  ho constatato una ristrettezza mentale che porta alla discriminazione e anche nella mia classe ho lavorato su questi temi.

Un codiale saluto e non esiti a ricontattarci

Rosalba Sgroia
Responsabile Progetto Ora alternativa
info@oraalternativa.it

 

 

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mercoledì, 27 settembre 2006, 15:06
Archiviato da rosalbas in: indottrinamento infantile

INDOTTRINAMENTO INFANTILE

Battere il ferro finché è caldo!

 

“Rosalba, spesso i bambini non hanno l'indottrinamento religioso ma ne hanno un altro. Spesso parli dei tuoi bambini come se tu fossi un modello. Potresti fare un post su questo argomento? Non è certo una richiesta ironica, ma seria. Anche io ho figli, ma molte meno sicurezze di te.”

E.

 

Questa è l’esplicita richiesta di una/un utente anonimo/a…che mi induce a chiarire la  questione dell’indottrinamento religioso e non solo.

Pur avendo esplicitato il mio pensiero a riguardo in tutte queste pagine, con scritti, poesie ecc…

( rimando alla poesia “Non sei capace”)

Voglio ugualmente soddisfare questa richiesta J. Del resto l’argomento è pane per i miei denti!

 

 

E' ovvio che il mio modo di pensare, di vivere, di agire praticamente, diventa un modello per le mie figlie...è ovvio, ma io NON LE INDOTTRINO facendo loro il lavaggio del cervello! Mi sono spiegata?

Il lavaggio del cervello è quello che i preti , le suore, alcuni genitori, nonni, ecc… fanno per indurre i piccoli pargoli a credere ad una verità senza la possibilità di dimostrarla praticamente, oppure ad accettare acriticamente tutto ciò che gli viene propagandato, propinato e proposto.

Non offrono altre possibilità, il confronto, la comparazione, la verifica, il feedback! NO! E’ QUESTO. PUNTO. E’ SCRITTO QUA, E’ SCRITTO LA’!

Ti assicuro, per esperienza diretta , che quando ero pargoletta anche io,  quando sentivo i preti

( raramente; per mia fortuna), umh, uhm, molte cosucce non mi quadravano proprio...ero molto razionale ( oltre ad essere emotiva, ovviamente!), come lo sono i bambini in genere...

Non amavo i discorsi relativi al “peccato” ( infatti me li inventavo J), alla Trinità, all’Immacolata Concezione ecc…E non li amo tutt’ora. Ritengo ( e non solo io, ma illustri esperti psicologi, vedi la Pontecorvo) che coinvolgere i bambini, dai tre anni in su, su questi temi aleatori e astratti, che richiedono una forma mentis adulta, significa manipolarli!

Ebbene, sono contenta perché le mie figlie sono  critiche e pragmatiche per tutto ciò che concerne la conoscenza delle cose.

Hanno mille difettucci come tutti i bambini e ragazzi...ma di una cosa posso essere quasi sicura ( il quasi è preferibile all'assoluto) non si fanno strumentalizzare su questioni di fede, credenze ecc...Ma non solo su quelle religiose. Cerco spesso di far capire loro i meccanismi della pubblicità, delle varie trasmissioni idiote che danno in TV, del fatto che lo spirito gregario, tipico dell'adolescenza, non si limita al piacere della condivisione , ma soffoca la propria individualità, il proprio modo di essere, di pensare.

Potrei scrivere un trattato sull’argomento. Del resto ho scritto di indottrinamento infantile sulla rivista L’Ateo di qualche anno fa, sul fatto che c’è chi ha tutto l’interesse di “ BATTERE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO!”

AD MAJORA!

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mercoledì, 20 settembre 2006, 12:26
Archiviato da rosalbas in: ragione superstizione

BLACK DAWN

L'alba nera della ragione imperversa e si nutre di te,
si nutre e prospera intoccata e incrollabile all'ombra
delle più banali constatazioni.
chi protesta crolla, chi si appella alla semplice matematica viene deriso e martirizzato.
processi involutivi dello sviluppo umano.
simboli di cosa? la croce è sinonimo di antiche torture,
non di embrioni intoccabili.
l'uomo, solo l'uomo pone il proprio giogo sull'uomo stesso.
presunzioni di verità irrazionali.
e intanto sulla nuda terra scontri mistici medievali
mascherati ovvio.
perchè molto spesso gli obiettivi sono diversi.
si tengono ben nascosti.
interessi occulti e fanatismo di "atei".
2006
si continua ad uccidere sotto mandato astratto.
tutti i padri di dei sono responsabili.
tutti.
ANDERZ
tratto da

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sabato, 16 settembre 2006, 15:10
Archiviato da rosalbas in: poesie di nero assenso

LA TRACCIA

 

Su grandi bolle di sapone

la storica memoria

è incisa.

Dall’erba inghiottite le lapidi…

Nelle scatole craniche

degl’immemori,

si moltiplica gramigna…

Le spalle al passato

e gli sguardi, su deformanti specchi,

s’infrangono…

 

 

Rosalba Sgroia

 

Da “ Nero assenso”

Fabio Croce Ed. 2003

 

 

La memoria…

Una parola grande, molto grande, in cui si adagiano tante avventure, tanti accadimenti, tante storie…

La memoria…

Una grande nuvola densa, densa di amori, di dolori, di passioni, di parole affilate come spade…

La memoria…

Una grande scatola nera, piena di misfatti, di mirabolanti imprese, di scheletri nell’armadio…

La memoria…

Luogo dell’abbandono, della discarica, della negazione,  del NO…

La memoria…

Campo di morte dove l’humus più fertile è l’indifferenza…

La memoria…

Non dimentichiamo…

Per non fallire ancora.

 

 

XX settembre 1870 / XX settembre 2002 .

ROMA: LA BRECCIA DI PORTA PIA

Il papato è definitivamente uscito di scena, come ci dovrebbe ricordare l’evento della breccia di Porta Pia, oppure continua ad esercitare subdolamente il suo potere?

L’interrogativo dovrebbe scuotere ogni cittadino che conservi una memoria storica di ciò che è avvenuto nel nostro Paese. Il guaio che tale memoria è quasi inesistente, volutamente tenuta all’oscuro proprio dal quel potere clericale, tornato alla ribalta, fuso e impastato con quello politico “in toto”.

PER RICORDARE o CONOSCERE L'EVENTO:

DUE appuntamenti a Roma

Martedì 19 settembre 2006

CAMPIDOGLIO, Sala del Carroccio ore 17.00

1) CONVEGNO STORICO SUL SIGNIFICATO DEL XX SETTEMBRE

Relazioni di

Massimo CATTANEO; Maurizio FUMO, P.NASO e interventi dei rappresentanti della Consulta del Libero Pensiero e la Licità delle Istituzioni e della Consulta delle Religioni della Città di Roma.

Proiezione di un film commemorativo.

Mercoledì 20 settembre 2006

ore 10.00

PORTA PIA- CORSO D'ITALIA

2) COMMEMORAZIONE DI QUELLA STORICA E IMPORTANTE GIORNATA.

Per ricordare a tutti l’importanza della laicità dello Stato, ripercorrendo la storia, spesso criminale, dei papi che hanno governato prima della breccia di P.Pia.

XX settembre 1870…e quindi uscimmo a riveder le stelle”

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lunedì, 11 settembre 2006, 11:34
Archiviato da rosalbas in: premio uaar mostra cinema

LEGGO DAL SITO UAAR CHE SOLO L’UNITA’ HA DATO LA NOTIZIA DEL PREMIO CHE LA MIA ASSOCIAZIONE HAASSEGNATO AL FILM SPAGNOLO”AZUL OSCURO, CASI NEGRO” ( vedi post precedente) DI D. SANCHEZ AREVALO…LA NOSTRA STAMPA

TACE…MENTRE QUELLA ESTERA NE DA’ AMPIO RISALTO.

http://uaar.it/news/2006/09/10/premio-uaar-riscontri-sulla-stampa-estera/

MA E’ OVVIO! I GIORNALISTI ITALIANI SONO OCCUPATI A RIFERIRE QUELLO CHE DICE RATZINGER E CIOE’ CHE GLI ATEI SPAVENTANO LE ALTRE CULTURE!

SE QUESTO NON E’ UN ATTACCO…UNA GRAVE MANCANZA DI RISPETTO, DITEMI VOI COS’E’!

http://uaar.it/news/2006/09/10/benedetto-xvi-islam-spaventato-occidente-che-esclude-dio/

 

RECENSIONE DEL FILM

http://filmup.leonardo.it/azuloscuro.htm

Azul oscuro casi negro
Il titolo di questo film del regista spagnolo Daniel Sanchez Arevalo si può tradurre letteralmente in italiano con "Blu scuro, quasi nero". Secondo le parole dello stesso regista, esso rappresenta "uno stato mentale, un futuro incerto, un colore. Un colore che non sempre siamo in grado di distinguere e che varia secondo la luce, il materiale ed il nostro umore. Azul oscuro casi negro descrive le vite di alcuni personaggi in lotta contro un destino imposto dalle circostanze, dalla parentela o da altre ragioni di origine sociale. Come Jorge, che è costretto a curarsi di un padre disabile, invischiato in un impiego da portinaio che non lo soddisfa. O come Paula, rinchiusa in carcere per la propria ingenuità ed ora desiderosa di un figlio per migliorare la propria condizione sia in prigione che psicologicamente. Guardacaso le circostanze le offrono proprio Antonio, fratello di Jorge. E poi vi sono ancora Israel, che scopre un segreto sconvolgente su suo padre e Natalia, vicina di casa dei due fratelli, tornata da uno stage in Germania.

Azul oscuro casi negro è una commedia rinfrescante, scritta con grande leggerezza ed un pizzico di ingenuità infantile, anche nel trattare temi scabrosi o controversi. Ci troviamo di fronte ad un esempio di scrittura di altissimo livello, con dialoghi serrati ed arguti portati avanti da attori sempre nella parte. Di rara simpatia ed umanità, pur nella sua franca grettezza, è sicuramente Antonio, interpretato da Antonio de la Torre, veterano del cinema spagnolo dagli anni '90. A completare il quadro è la magnifica colonna sonora di Pascal Ghigne, mai ridondante, e sempre servile e discreta nel sottolineare le emozioni che scorrono sottopelle lungo le quasi due ore del film. Anche se durante il film si ride (e molto) i temi affrontati sono molto seri ed attuali: la disoccupazione, la situazione carceraria, la disabilità e la crisi del nucleo familiare, sempre alla ricerca di una reinvenzione della propria funzione, come fin troppo spesso accade in tempi di grande complessità e confusione come quelli in cui viviamo. Sarà molto difficile trovare però sbavature o i facili sentimentalismi di tante commediole di serie B, ed anzi uno dei punti più apprezzabili è nell'asciuttezza dell'esposizione, mai eccessiva e sempre misurata anche nelle situazioni apparentemente più improbabili.

A fare da contrappunto la regia brillante di Arevalo, caratterizzata da un montaggio serrato, specialmente nella parte iniziale in cui viene mostrata la doppia prigionia di Antonio, in carcere, e di Jorge, schiavo di un ruolo affibbiatogli da un destino che invano aveva cercato di eludere. Eppure c'è sempre spazio per la speranza, e non c'è niente di scritto nelle stelle, che non sia suscettibile alla volontà dell'uomo, artefice del proprio destino. La risoluzione, anche se inaspettata, è quanto mai assicurata e gradita. Film come questo, in grado di mostrarci il mondo da una prospettiva diversa e con maggiore ottimismo sono sempre più rari di questi tempi.

La frase: "- Ma che cavolo è questa… una setta?!?
- No, una famiglia".

Mauro Corso

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sabato, 09 settembre 2006, 18:03
Archiviato da rosalbas in: premio uaar mostra cinema

www.uaar.it

Alla mostra del cinema di Venezia di quest’anno, tra i premi collaterali, la cui premiazione è in corso di svolgimento, c’è anche quello dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. L’Unione Atei ha conferito il premio a «un film che evidenzi ed esalti i valori dal laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose».

Il premio consiste in un globo d’oro contenente una nuvola di filamenti d’oro con sferette di vetro policrome, preparato dal maestro Giovanni Corvaja.

La giuria ha deciso di premiare il film: Azul oscuro, casi negro [Blu scuro, quasi nero] di Daniel Sanchez Arevalo, un giovane regista spagnolo. Questa la motivazione: “Questo bel film mostra con realismo e umorismo come la vita, i sentimenti, i desideri siano troppo complessi per essere ingabbiati nell’asfittico modello della “famiglia naturale” cara alle religioni. La Spagna contemporanea dà un’ulteriore indicazione per in modo aperto e laico un mondo che cambia”.

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giovedì, 07 settembre 2006, 18:27
Archiviato da rosalbas in: discriminazioni

COME NON RESTARE INDIGNATI?

LEGGETE LA LETTERA QUI RIPORTATA E RIFLETTETE.

POSSIBILE CHE ANCORA ESISTONO QUESTE GRAVI DISCRIMINAZIONI?

SI DICE CHE NELLA SCUOLA PUBBLICA MANCANO FONDI…

ALLORA SI METTA MANO AL FONDO DELL’OTTO PER MILLE E SI    E-LI-MI-NI !

PERCHE’ FORAGGIARE IL CLERO CON I SOLDI NOSTRI, DI TUTTI I CONTRIBUENTI E SUBIRE TALI IGNOMINIE?

QUEI SOLDONI POTREBBERO SODDISFARE TUTTE LE ESIGENZE UMANITARIE E SOCIALI…

MA SI SA, MEGLIO I PRETI CHE I DISABILI…

I PRETI SI FACCIANO MANTENERE DAL VATICANO!

 

 

  S F I D A  Sindacato Famiglie  Italiane Diverse Abilità

    www.sindacatosfida.it    e-mail: infosfida@tin.it    tel. 3384520976   fax 0882-991017

 

 

AL  MINISTRO DELLA  PUBBLICA ISTRUZIONE

AL  MINISTRO DELLA SOLIDARIETA’ SOCIALE

AL MINISTRO  DELLA FAMIGLIA

AL MINISTRO  DELLA GIUSTIZIA

AL MINISTRO  DELL’ECONOMIA

 

SCUOLA: S.O.S. FAMIGLIE DISABILI

Roma 01 settembre 2006

 

 

NEW YORK: (25 agosto 2006) Approvata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

 

ROMA: (Settembre 2006) migliaia di famiglie italiane costrette a rivolgersi alla magistratura per garantire il   diritto allo studio dei figli disabili.

 

 

Onorevoli Ministri,

L’anno scolastico 2006/07 non ancora inizia, ma la riduzione delle nomine degli insegnanti di sostegno  ci preoccupa perché questo significa che a migliaia di studenti disabili non sarà garantito il diritto allo studio e, di conseguenza, anche quest’anno le famiglie dovranno rivolgersi alla magistratura per ottenere le giuste ore di sostegno per i propri figli.

Ci chiediamo

-         Perché il Ministro della Pubblica Istruzione, nonostante le sentenze dei tribunali confermano l’illegalità della riduzione delle ore di sostegno ai disabili, continua a far ridurre il numero degli insegnanti di sostegno?

-         Perché il Ministro della Solidarietà Sociale non interviene a difesa dei ragazzi disabili appartenenti alle cosiddette “fasce sociali deboli”  le cui famiglie non hanno i mezzi e le capacità di rivolgersi alla magistratura?

-         Perché il Ministro della Famiglia non interviene in difesa dei genitori che devono sottrarre tempo ai propri figli per andare da avvocati e nei tribunali per difendere un diritto negato?

-         Perché ingolfare la Magistratura visto le centinaia di sentenze dei Tribunali di Roma, Siracusa, Agrigento, Bologna, Venezia, Ancona, Napoli, Campobasso, Brescia, Salerno, Cagliari, Reggio Calabria, L’Aquila che confermano l’illegalità della riduzione delle ore di sostegno?

-         Perché a Bianco (RC) la seconda elementare deve essere composta da 23 alunni di cui 4 con disabilità accertata?

-         Forse per risparmiare e far quadrare i conti dello Stato?

 

Onorevoli Ministri

Le famiglie che vivono la disabilità lottano tutti i giorni per affrontare le difficoltà quotidiane e non è eticamente corretto costringerle a lottare anche contro le Istituzioni.

Negare  il diritto allo studio ai ragazzi disabili provoca nella famiglia un senso di solitudine e di abbandono. E’ una forma di emarginazione istituzionale.

 

Il sindacato per l’anno scolastico 2006/2007 sta organizzando un sostegno legale alle famiglie. SFIDA vuole essere un sindacato sociale propositivo e non conflittuale pertanto con la presente

chiede

a)    un Vostro intervento affinché per l’anno scolastico 2006/2007 siano assegnati agli studenti disabili le ore di sostegno richieste dai dirigenti scolastici (senza il taglio da parte dei CSA);

b)   un tavolo di concertazione per la garanzia al diritto allo studio dei ragazzi disabili in Italia.

 

    Il Segretario Nazionale

ing. Andrea RICCIARDI

 

 

 

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