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Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.
«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»
(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)
“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”
(Gaetano Salvemini)
Domanda: Cosa c'è dopo la vita?
Risposta: I fianchi.
venerdì, 28 settembre 2007, 13:31
OGGI NERO ASSENSO SI VESTE DI ROSSO
Come anche l'altro mio BLOG
CHE IMPORTA COSA SIA
-ooo-
E mentre il VATICANO è intento ad amministrare le proprie rendite sottratte allo Stato Italiano ( vedi post precedente), i monaci birmani, insieme alla comunità civile, protestano senza violenza e muoiono per dire basta al regime militare e antidemocratico.
Oggi ho indossato una maglietta rossa per essere vicino al popolo birmano e a tutti coloro che vivono in quelle condizioni.

Anche
NERO ASSENSO
è con il
popolo birmano
contro ogni forma di violenza.
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giovedì, 27 settembre 2007, 20:55
Archiviato da rosalbas in:
Ricevo ora dall'ON. Maurizio Turco questo messaggio:
PASSAPAROLA
Domani venerdì 28 settembre su La Repubblica parte un' inchiesta su quanto ci costa il Vaticano.
Passaparola e passa dall'edicola.
Ciao
Maurizio
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E a questo proposito vi propongo una filastrocca che già postai, ma che vale la pena di rileggere, visto che siamo in tema 
-ooo-
LA POLITICA CONFESSIONALE A SVANTAGGIO DEI CITTADINI
QUANDO PER L’OTTO PER MILLE NON VALE L’ASTENSIONE!
( Della serie: ci vogliono ignoranti e timorati per gabbarci)
L’otto per mille, questo perverso meccanismo
figlio del Nuovo Concordato (84)
privilegia il confessionalismo
e toglie soldi allo Stato.
La solidarietà di queste intesa,
lungi dal versar tutte le quote ai disagiati
si limita a favorire, tra le tante, solo una Chiesa
per impinguar suore, preti e gli alti porporati.
Questo sistema di arraffare euro a milioni
violando il principio costituzionale
nega il rispetto per le altre concezioni
ed esalta solo la Conferenza Episcopale.
Dove finiscono i soldi delle tasse di tutti? Come sono gestiti?
Sarà pure un diritto degli italiani ad essere informati!
Perché i governi non ci hanno mai ben avvertiti?
Vogliamo restare nell’ignoranza ed essere sì stavolta coglionati?
Per me questo sistema di coatta riscossione
dà solo l’illusione che ci sia democrazia reale
Gli italiani pensano che sia una volontaria assegnazione
mentre invece è solo una manovra clericale.
Che lo Stato italiano faccia ora il suo dovere:
informare i cittadini e dire loro cosa comporta il NON firmare,
ma se questo non dovesse accadere…
ecco dove dovete andare per saper cosa fare.
-------------> QUI
-ooo-
Rosalba Sgroia
“Chi non firma (oltre il 60% dei contribuenti) il modulo per l’otto per mille, pensando che la propria quota resti nelle casse dell’erario statale, vedrà comunque i suoi soldi assegnati e farà scegliere ad altri a chi debbano andare in prevalenza”
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martedì, 25 settembre 2007, 20:58
L’orma del passato.
-ooo-
Orme di tempi ripudiati
s’aggirano nei labirinti
di realtà incolori e smunte.
Tempi rigurgitati
dall’acre sentore di morte
stratificano menti disperse.
Croci mutanti e rosari di giada,
aureole in vetrina
e chili di eternità appesi al cappio
si smerciano dovunque
al prezzo di un inchino e una preghiera.
Il passo dell’oca avanza
e fa tremar la terra.
Mobile la rena che c’ingoia
e sicurezza dona l’occasione
d’allontanare il dubbio,
la realtà in continua evoluzione.
-ooo-
Rosalba Sgroia
Da “Nero assenso”
Fabio Croce editore 2003

Murales a Belfast : foto di R. Sgroia
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domenica, 23 settembre 2007, 15:35
Ed ecco che l'UAAR continua a farsi sentire.
In Italia capita anche questo. Quando Letizia Moratti inviò a tutte le scuole una circolare per far esporre il crocifisso, l’UAAR presentò ricorso straordinario. Un parere del Consiglio di Stato del 15 febbraio 2006 diede ragione alla Moratti: per opporvisi, l’UAAR deve però attendere che il ministero della Pubblica Istruzione lo adotti. Cosa che il ministero non ha ancora fatto, passati quasi venti mesi: bizantismi filoclericali, o semplice inefficienza? L’UAAR ha ora inviato una nuova diffida, il cui testo è disponibile sul nostro sito, affinché il ministero provveda entro novanta giorni.
Raffaele Carcano
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domenica, 23 settembre 2007, 11:34
Da luglio l’ UAAR e i cittadini italiani possiedono un nuovo strumento per combattere le battaglie per la difesa della laicità .
Cari amici,
la notizia non è recente, ma voglio proporla ora che tutti siamo ormai tornati dalle vacanze.
L'UAAR è stata riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale ed iscritta nel relativo registro nazionale delle APS con decreto del Ministero della solidarietà sociale n. 155/II/2007 del 13 luglio 2007, a firma del Direttore generale della Direzione generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali.
Questo per noi rappresenta un traguardo importantissimo perché, nei casi di conclamata discriminazione nei confronti di chi non si allinea con la confessione cattolica, l'associazione può prendere le difese del singolo cittadino discriminato.
Si realizzerà così il primo scopo UAAR:
tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione.
Ecco l'annuncio dato nelle ultimissime uaar il 25 Luglio 2007:
Al termine di un iter lunghissimo, e dopo aver superato ostacoli (previsti e imprevisti) di cui avevamo già dato conto nelle Ultimissime, il 13 luglio l’UAAR ha finalmente ottenuto l’iscrizione al Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale. Le associazioni che vi sono iscritte non sono certo tantissime: 137, e tra di esse autentici colossi quali Arci, Acli, Codacons, Legambiente, Touring Club… L’UAAR è l’unica associazione laica a 360 gradi presente nell’elenco: le altre due, Arcigay e Luca Coscioni, hanno infatti obbiettivi più specifici. Maggiori informazioni su cosa significhi essere iscritti nel registro nazionale si possono trovare sul sito del ministero della solidarietà soci
A TALE PROPOSITO INVITO A SEGNALARE I CASI DI DISCRIMINAZIONE qui:
La vita sociale in Italia è costantemente caratterizzata da pesanti intrusioni religiose, nei più svariati modi e nei più disparati argomenti.
Spesso il cittadino si trova faccia a faccia con un’ingiustizia: pur riuscendo a percepirla chiaramente come tale, non sa che spesso la legge gli mette a disposizione diversi strumenti per opporvisi.
S.O.S. Laicità nasce per questo: è un servizio confidenziale e gratuito che l’UAAR mette a disposizione dei cittadini vittime o testimoni di prevaricazioni religiose o di violazioni della laicità dello Stato («supremo principio costituzionale»).
Qualsiasi sia la materia del contendere, spedendo un’e-mail allo sportello informatico soslaicita@uaar.it si avrà la garanzia di una risposta personale accurata da parte della nostra associazione.
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sabato, 22 settembre 2007, 14:18
ROMA - 20 SETTEMBRE 2007
UNA GRANDE GIORNATA PER LA COMMEMORAZIONE DI UN GRANDE ANNIVERSARIO DIMENTICATO
Di Francesco Paoletti ( coordinatore Circolo Uaar di Roma)
E' stata una gran bella giornata quella del 20 settembre 2007.
Già alle 09,30 molte persone si erano date appuntamento davanti alla colonna della breccia in Corso D'Italia per il tradizionale cerimoniale da parte delle forze armate accompagnato dalla consueta presnza delle associazioni storiche dei Bersaglieri.
Quest'anno le presenze erano visibilmente aumentate rispetto agli anni passati e molto consistente era la partecipazione da parte delle realtà scolastiche. Quando sono arrivate le rappresentanze istituzionali si è dato il via agli interventi : la Delegata Franca Coen ha dato il saluto, ed ha poi ceduto laparola ad alcuni dirigenti scolastici che avevano accompagnato le classi. L'UAAR è stata la prima associazione di rappresentanza ad intervenire a cui hanno seguito tutte le altre.
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giovedì, 20 settembre 2007, 06:29
Auguri al popolo italiano, per un xx settembre che duri tutto l'anno
Ricominciamo dal venti settembre. L’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) festeggia l’anniversario della presa di Porta Pia, che centotrentasette anni fa segnò la fine del potere temporale dei Papi. Ma, nel farlo, denuncia come la ricorrenza sia troppo spesso dimenticata, dalle istituzioni e dai cittadini. E propone di tornare a valorizzare questa data come modo per ricordare il principio costituzionale della laicità dello Stato, soprattutto in un periodo in cui la Chiesa cattolica rivendica spazi sempre più ampi di intervento nelle faccende dello Stato italiano.
«La ricorrenza del venti settembre - afferma Giorgio Villella, segretario nazionale dell’Uaar - viene ormai del tutto ignorata: le celebrazioni da parte delle amministrazioni sono ridotte al lumicino e sempre più spesso ci si accorge di come, anche nelle fasce più colte della popolazione, si ignori il significato di questa data». Eppure Pio IX era un vero e proprio monarca assoluto, reazionario e accentratore, contrario all’unità d’Italia. E lo Stato Pontificio era uno dei più illiberali d’Europa, in cui i cittadini non cattolici erano privi di diritti civili. «Dovremo ricordarcene, quando dal Vaticano arrivano i soliti diktat sulle questioni etiche o certe indicazioni di governo, mai del tutto disinteressate».
Ma anche festeggiare il venti settembre non basta. La laicità dello Stato, conclude Villella, «si mantiene lavorando giorno dopo giorno, senza mai abbassare la guardia. L’augurio per tutti è quindi che il ricordo di quel venti settembre del 1870 non si limiti alle celebrazioni di un giorno, ma che duri tutto l’anno».
Comunicato stampa UAAR
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APPUNTAMENTI
XX settembre a Milano: Liberi tutti in libero Stato!
Non solo a Roma, ma anche Milano: numerose adesioni, dalla Chiesa Valdese all'Arcigay, dai Repubblicani a "Noi Siamo Chiesa" al Forum delle Libertà e molti altri ancora
Continua a leggere per il programma
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martedì, 18 settembre 2007, 13:36
Il papato è definitivamente uscito di scena, come ci dovrebbe ricordare l’evento della breccia di Porta Pia, oppure continua ad esercitare subdolamente il suo potere?
L’interrogativo dovrebbe scuotere ogni cittadino che conservi una memoria storica di ciò che è avvenuto nel nostro Paese. Il guaio che tale memoria è quasi inesistente, volutamente tenuta all’oscuro proprio dal quel potere clericale, tornato alla ribalta, fuso e impastato con quello politico “in toto”.
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Rosalba Sgroia
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Banner e foto prese dal blog METILPARABEN
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"Dopo il 1870 inizia la libertà religiosa e il rispetto delle minoranze. Periodo importantissimo, spartiacque che segna l’inizio di un nuovo sistema di garanzia. Dobbiamo riaffermare la lezione della Storia attraverso tre punti cardini: 1) Separazione Politica e Religione;2) Libertà di coscienza;3 ) Amore per la convivenza”. Prof. PAOLO NASOdirettore di Confronti-ooo-APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA
Anche quest'anno il 20 settembre alle ore 10,00 in Corso D'Italia il circolo UAAR di Roma parteciperà alla cerimonia per la "Commemorazione della Breccia".
Alle ore 17,00 Sala della Protomoteca (Campidoglio), il Sindaco di Roma Walter Veltroni e la Delegata alle Politiche della Multietnicità e dell’Intercultura Franca Eckert Coen hanno il piacere di invitarvi al convegno
"Roma Capitale di un’ Italia unita, libera e democratica"
MANIFESTAZIONE
Alle ore 17.30, a Porta Pia (Via XX Settembre – Roma), il Partito Radicale, Radicali Italiani e l’Associazione Coscioni hanno indetto una manifestazione contro tutti i fondamentalismi, per ricordare, come ogni anno, la fine del potere temporale dello Stato Pontificio sulla città di Roma e celebrare la libertà di religione contro la religione di Stato e dei privilegi.
La manifestazione proseguirà con una fiaccolata che terminerà in Piazza Campo de’ Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno.
E' appena il caso di aggiungere che invito tutti a partecipare: sarebbe utile, inoltre, che chi lo desidera contribuisse a pubblicizzare l'evento, magari scrivendo un post e/o incollando sul proprio blog il codice del banner:
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venerdì, 14 settembre 2007, 16:32
Ma cos'è la laicità?
Laicità, termine sovradeterminato e spesso stravolto da chi ne vuole trarre tutti i vantaggi.
Ma una cosa è certa, la laicità è un metodo, uno spazio aperto di discussione, di contraddittorio in cui nessuno detiene una verità apriori.
Riporto, a tal proposito, alcune definizioni che sono emerse nel convegno "La laicità indispensabile" tenutosi nel 2003, organizzato dall' UAAR e dalla FHE, definizioni che ho tratto dalle parole degli illustri relatori :
"Laicità non è solo la separazione tra Stato e Chiese, ma include il concetto di cittadinanza come pieno stato di diritto (Vera Pegna); rifiuta il mercimonio delle coscienze, l’alleanza con il potere, l’imposizione di dogmi e convinzioni; si realizza quando si rispetta la libertà di opinione di ciascun individuo (Mario A. Manacorda); è rispettare il pensiero di chi non ci rispetta, è una visione liberale e antidogmatica dell’esperienza etica dell’uomo (Piero Bellini); è libertà di coscienza, di pensiero, in cui è inclusa anche la libertà di religione (Giuseppe U. Rescigno); è la predisposizione all’ascolto delle alterità (Marco Chiauzza); è l’esclusione di particolari privilegî elargiti solo alle Chiese che, oltretutto, non sono strutture democratiche (Georges Liénard); quando la religione è la norma e la non religione è una deroga alla norma - e viceversa - non si ha laicità (Henri Pena-Ruiz)."
Voglio invece farvi riflettere su come viene intesa la LAICITA' da chi scrive sul giornale della CEI.
Come sempre, Raffaele Carcano, responsabile del sito www.uaar.it e dirigente dell'associazione, riesce a smascherare, con la logica, coloro che sanno rigirare bene le frittate e( uso una frase fritta e rifritta, ma eloquente) a portare sempre l'acqua al proprio mulino.
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da LE ULTIMISSIME UAAR
Per una strana coincidenza, la giornata di oggi ha proposto due riflessioni sulla laicità. La prima, dal titolo L’autentica laicità è necessaria, è stata scritta da Giuseppe Della Torre ed è stata pubblicata su “Avvenire”, il quotidiano dei vescovi. Il contenuto è intuibile. L’aggettivo “sana”, così caro al papa, è stato utilizzato ben tre volte. Il succo sta, probabilmente, in questo periodo:
[…] La sana laicità dello Stato comporta poi la sussistenza nell’ordinamento statale di un favor religionis, concepito non come disfavore per la non credenza ma quale orientamento dell’ ordinamento a considerare i valori religiosi come riferimenti di segno positivo, degni di considerazione e di protezione giuridica. La religione, in altre parole, merita di essere avvertita quale fenomeno da proteggere e favorire, di cui è riconosciuta come legittima e irrinunciabile la presenza nello spazio pubblico. […]
E perché l’ateismo no? Motivazioni, please. Questo modo di ragionare è veramente curioso: “non si tratta di sfavorire l’ateismo, ma di favorire la religione”. Come dire: “non sono io che ti sto menando, sei tu che le prendi”. Se poi la legislazione è già piena zeppa di favoritismi alla religione, mi raccomando, non chiamateli “privilegi”, altrimenti le gerarchie ecclesiastiche storcono il naso.
Su “Repubblica” è stato invece pubblicato un lungo intervento di Gustavo Zagrebelsky, dal titolo La Chiesa, lo Stato e l’arroganza della verità. Lo spessore è ben altro, anche se rispetto alla profondità delle riflessioni che si incontrano ultimamente su “Avvenire” anche “Il meglio del gruppo TNT” può ambire a volare altissimo. Scrive tra l’altro Zagrebelsky:
[…] Condizioni primarie di ogni concezione della democrazia, non strumentale a poteri esterni che la usano come mezzo se e finché serve, sono la disponibilità alla ricerca di convergenze e, se del caso, l’apertura al compromesso, in condizioni di uguaglianza partecipativa. Su questo, non è il caso di insistere qui. Ma è proprio con queste condizioni che ogni religione della verità è potenzialmente in conflitto. […]
Il problema è proprio questo: la laicità è inconciliabile con la pretesa di detenere la verità. E per questo la laicità è imprescindibile dalla democrazia. Dove Zagrebelsky cade a sua volta è nella chiusa dell’articolo, laddove lamenta l’appannamento dello spirito conciliare. Se ne faccia una ragione: il Concilio Vaticano II, nella storia della Chiesa, è stata solo una parentesi: spaventati dagli effetti, le gerarchie ecclesiastiche l’hanno chiusa subito. Pensare che sia questo papa, o uno dei cardinali di cui si circonda a riaprirla, è secondo me fare a propria volta un atto di fede.
( Raffaele Carcano)
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mercoledì, 12 settembre 2007, 22:04
Cari amici,
vi ringrazio per i commenti che avete lasciato nel post precedente che riguardava gli esiti del VAFFADAY e per la preziosa indicazione della critica che Daniele Luttazzi muove a Grillo.
Un dato che è emerso ed è il fulcro di tutto è che non si può negare la politica tout court, ma attaccare solo quella corrotta e per farlo occorre l'impegno di tutti i cittadini.
E qui rientra la questione dell' etica della responsabilità, quella che non può scindere il diritto dal dovere, quella che non deve consentire i privilegi, che non deve consentire l'andazzo delle raccomandazioni, della vendita di esami, della copertura di illeciti amministrativi ecc...
Ora, Grillo ha sollevato sicuramente questioni importanti che denunciano, appunto, la corruzione di cui sopra, ma io mi chiedo se tutto questa mobilitazione entusiasta e spettacolare si traduca poi in FATTI concreti.
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