Chi Sono
Blogger: rosalbas
La realtà a volte è sottosopra. Occorre cambiare spesso prospettiva per capirla, senza stravolgerla.

Chi sono è scritto nei miei post. ( vedi 1° tag- Categorie)

La trasparenza è l'essere visibili senza apparire. E' semplicemente essere ciò che si è.

Amo insegnare e lo faccio per campare, amo imparare e lo faccio per vivere.

Accendi la tua ragione e mettila a confronto con le tue emozioni. Raggiungi l'equilibrio e modulalo nel percorso della tua vita.

La mente aperta è pronta ai cambiamenti, la mente chiusa vive nella tradizione... La mente aperta sa modulare cambiamento e tradizione, la mente chiusa rifiuta ogni novità perché potrebbe scardinare il lucchetto degli arcaici scrigni.

La mente aperta è dubbiosa, quella chiusa è monolitica e inamovibile.

Si sta sempre su una corda con le braccia dischiuse, con gli orizzonti aperti al generale e la mente attenta al particolare! :-) La vita ondeggia e meno male!

Rosalba Sgroia

Dimenticavo: Sono sentimentalmente impegnata :-)

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
links
feed
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
News UAAR
Visite
Visitato *loading* volte

Free website counter
Media
Miglior Blog.it
rosalba e la Hack
25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo Tabelloni UAAR sguardo gay pride 2007 Nero assenso
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto di un set chiamato uaar. Crea il tuo badge qui.
Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.

«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»

(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)

“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”

(Gaetano Salvemini)

Domanda: Cosa c'è dopo la vita?

Risposta: I fianchi.
domenica, 18 maggio 2008, 17:56

Il Consiglio di Stato espelle il Ministro di Giustizia e il Ministro della pubblica istruzione perché espongono i crocifissi nelle aule di giustizia e scolastiche

Che cosa direbbero gli italiani se il Consiglio di Stato italiano, domani, emanasse una sentenza con la quale ordinasse l' "espulsione" del Ministro di Giustizia e del Ministro dell'Educazione dai loro rispettivi dicasteri, perché espongono i crocifissi nelle aule di giustizia e nelle aule scolastiche? Vi sarebbe forse un'insurrezione popolare? Le guardie svizzere marcerebbero forse su Roma, per ripristinare la "presenza di Dio" negli uffici pubblici della Colonia  del Vaticano, come Papa Ratzinger comanda? Ebbene, quella che potrebbe sembrare una notizia "grottesca", almeno agli occhi di alcuni cattolici italiani e degli atei devoti nostrani, quali Cacciari, Ferrara e Pera, nient'altro è se non la realtà di quanto accade in Francia, dove il Consiglio di Stato, con una sentenza del 5.12.2007, ha ritenuto addirittura legittima l'esplusione di un alunno dalla scuola perché si ostinava ad ostentare in classe un segno esteriore della sua fede religiosa (un turbante sikh). Questo comportamento -ha soggiunto il Consiglio di Stato- non può essere considerato come una legittima manifestazione del diritto di libertà religiosa, perché il divieto di ostensione dei simboli religiosi nelle scuole mira ad  "assicurare il rispetto del principio di laicità negli edifici scolatici pubblici, senza alcuna discriminazione religiosa nei confronti degli alunni e delle confessioni religiose". E pensare che i giudici nostrani, in Italia, per "tutelare" il principio supremo di laicità condannano ed espellono i giudici dalla magistratura, per garantire la permanenza dei crocifissi nelle aule giudiziarie.
 
Questa notizia è stata inviata da Luigi Tosti, Rimini, tel. 0541 - 789323; 338-4130312 , affinché venga come di consueto ignorata e censurata dalla stampa e dai media, per non turbare la sensibilità dei politici di destra, di sinistra e di centro.
In basso riporto la massima e il testo integrale della sentenza in questione:
INTANTO A COPENAGHEN:

Mentre in Italia il Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal cattolico Avv. Nicola Mancino, ha condannato il 7 dicembre scorso il giudice Luigi Tosti perché in una lettera inviata al ministro di Giustizia Mastella ha espresso l'opinione, ritenuta "offensiva dei magistrati", che "i giudici che giudicano sotto l'incombenza di un crocifisso  sono visibilmente parziali", la Danimarca, come ha dichiarato mercoledì scorso il ministro danese della Giustizia Lene Espersen, al termine di una riunione governativa, ha deciso di vietare ai giudici  di indossare il velo islamico o qualsiasi altro simbolo religioso come la croce cristiana, il copricapo ebraico o il turbante sikh. La sig.ra Espersen ha annunciato che il governo si accinge a presentare un disegno di legge in tal senso in autunno al Parlamento.

"Abbiamo deciso di vietare l'uso di simboli religiosi o politici, quando si è magistrati, perché un giudice deve essere neutrale e imparziale " nel suo abbigliamento nelle aule di udienza, ha spiegato alla stampa.Questo annuncio fa seguito ad una ripresa nelle ultime tre settimane del dibattito sul velo islamico, il cui porto è stato autorizzato nel mese di dicembre dall’amministrazione dei tribunali danesi, anche se nella nazione non vi è alcun giudice di fede musulmana.

La decisione di questa amministrazione, un organismo indipendente, non può essere modificata se non in base ad una legge del Parlamento.

Il Governo liberal-conservatore è sostenuto da una maggioranza in Parlamento grazie al sostegno del Partito del Popolo Danese (di estrema destra), suo principale alleato parlamentare, fortemente contrario all'uso del velo islamico.

COPENAGHEN, 14 maggio 2008 (AFP) Né velo, né crocifisso né kippah per i giudici danesi.

 

Sentenza 05 dicembre 2007, n.285394
Francia: Espulsione da una scuola pubblica per violazione della legge che vieta i simboli religiosi ostensibili.

autore: Consiglio di Stato
data: 5 dicembre 2007
argomento: Libertà religiosa / Simboli religiosi
area tematica: Francia
nazione: Francia
parole chiave: Simboli religiosi, Scuole pubbliche, Laicità, Libertà religiosa, Discriminazione, Abbigliamento, Turbante sikh, Religious freedom, Discrimination, Turban, Secularism in public schools, Ostensible manifestation of religion, Religious sign
abstract: La sanzione di espulsione definitiva pronunciata nei confronti di un allievo di una scuola pubblica che non si conformi alla legge che vieta l'ostentazione di segni esteriori connotanti l'appartenenza religiosa (nel caso di specie: un turbante sikh) non costituisce un attentato alla libertà di pensiero, coscienza e religione sancita dall'art. 9 della CEDU, ove tale sanzione sia volta ad assicurare il rispetto del principio di laicità negli edifici scolatici pubblici, senza alcuna discriminazione religiosa nei confronti degli alunni e delle confessioni religiose.

 

Conseil d’État (4ème et 5ème sous-sections réunies), décision 5 dicembre 2007 (requête N° 285394): "Port de signes ostentatoires religieux dans les établissements scolaires publics".

(Publié au recueil Lebon)

Conseil d’État
4ème et 5ème sous-sections réunies


M. Stirn, président
M. Philippe Barbat, rapporteur
M. Keller, commissaire du gouvernement
SCP PIWNICA, MOLINIE, avocat(s)

lecture du mercredi 5 décembre 2007

REPUBLIQUE FRANCAISE AU NOM DU PEUPLE FRANCAIS

Vu la requête sommaire et le mémoire complémentaire, enregistrés les 22 septembre et 22 décembre 2005 au secrétariat du contentieux du Conseil d’Etat, présentés pour M. Chain A, représentant son fils mineur Ranjit A, demeurant ... ; M. A demande au Conseil d’Etat d’annuler l’arrêt du 19 juillet 2005 par lequel la cour administrative d’appel de Paris a rejeté sa requête tendant à l’annulation du jugement du 19 avril 2005 du tribunal administratif de Melun rejetant sa demande tendant à l’annulation de la décision du 10 décembre 2004 du recteur de l’académie de Créteil confirmant la mesure d’exclusion définitive de Ranjit A du lycée Louise Michel de Bobigny prononcée le 5 novembre 2004 par le conseil de discipline du lycée ;

Vu les autres pièces du dossier ;

Vu la convention européenne de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales ;

Vu le code de l’éducation ;

Vu le code de justice administrative ;

Après avoir entendu en séance publique :

- le rapport de M. Philippe Barbat, Auditeur,

- les observations de la SCP Piwnica, Molinié, avocat de M. A,

- les conclusions de M. Rémi Keller, Commissaire du gouvernement ;

Considérant qu’il ressort des pièces du dossier soumis au juge du fond que le conseil de discipline du lycée Louise Michel de Bobigny (Seine Saint-Denis), a, lors de sa séance du 5 novembre 2004, prononcé la sanction de l’exclusion définitive sans sursis de l’établissement de Ranjit A, élève de première, pour ne pas avoir respecté la loi du 15 mars 2004 encadrant, en application du principe de laïcité, le port de signes ou de tenues manifestant une appartenance religieuse dans les écoles, collèges et lycées publics ; que, par une décision du 10 décembre 2004, prise après avis de la commission académique d’appel, le recteur de l’académie de Créteil a maintenu cette sanction ; que M. Chain A, agissant en qualité de représentant de son fils mineur Ranjit, demande au Conseil d’Etat d’annuler l’arrêt du 19 juillet 2005 par lequel la cour administrative d’appel de Paris a rejeté sa requête tendant à l’annulation du jugement du 19 avril 2005 par lequel le tribunal administratif de Melun a rejeté sa demande d’annulation de la décision du 10 décembre 2004 ;

Considérant que le moyen tiré de ce que l’arrêt attaqué n’aurait pas répondu au moyen tiré de ce que le sous-turban porté au lycée par Ranjit A n’est pas un vêtement religieux et n’est pas un signe dont le port est interdit dans les lycées publics par l’article L. 141-5-1 du code de l’éducation, manque en fait ;

Considérant qu’aux termes de l’article L. 141-5-1 du code de l’éducation issu de la loi du 15 mars 2004 : Dans les écoles, les collèges et les lycées publics, le port de signes ou tenues par lesquels les élèves manifestent ostensiblement une appartenance religieuse est interdit. / Le règlement intérieur rappelle que la mise en oeuvre d’une procédure disciplinaire est précédée d’un dialogue avec l’élève ;

Considérant qu’il résulte de ces dispositions que, si les élèves des écoles, collèges et lycées publics peuvent porter des signes religieux discrets, sont en revanche interdits, d’une part, les signes ou tenues, tels notamment un voile ou un foulard islamique, une kippa ou une grande croix, dont le port, par luimême, manifeste ostensiblement une appartenance religieuse, d’autre part, ceux dont le port ne manifeste ostensiblement une appartenance religieuse qu’en raison du comportement de l’élève ;

Considérant qu’en estimant que le keshi sikh (sous turban), porté par Ranjit A dans l’enceinte scolaire, bien qu’il soit d’une dimension plus modeste que le turban traditionnel et de couleur sombre, ne pouvait être qualifié de signe discret et que l’intéressé, par le seul port de ce signe, a manifesté ostensiblement son appartenance à la religion sikhe, la cour administrative d’appel de Paris n’a pas fait une inexacte application des dispositions de l’article L. 141-5-1 du code de l’éducation ;

Considérant qu’aux termes de l’article 9 de la convention européenne de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales : 1. Toute personne a droit à la liberté de pensée, de conscience et de religion ; ce droit implique (...) la liberté de manifester sa religion ou sa conviction individuellement ou collectivement, en public ou en privé, par le culte, l’enseignement, les pratiques et l’accomplissement des rites. - 2. La liberté de manifester sa religion ou ses convictions ne peut faire l’objet d’autres restrictions que celles qui, prévues par la loi, constituent des mesures nécessaires, dans une société démocratique, à la sécurité publique, à la protection de l’ordre, de la santé ou de la morale publiques, ou à la protection des droits et libertés d’autrui ; que selon l’article 14 de la même convention : La jouissance des droits et libertés reconnus dans la présente Convention doit être assurée, sans distinction aucune, fondée notamment sur le sexe, la race, la couleur, la langue, la religion, les opinions politiques ou toutes autres opinions, l’origine nationale ou sociale, l’appartenance à une minorité nationale, la fortune, la naissance ou toute autre situation ; que, compte tenu de l’intérêt qui s’attache au respect du principe de laïcité dans les établissements scolaires publics, la sanction de l’exclusion définitive prononcée à l’égard d’un élève qui ne se conforme pas à l’interdiction légale du port de signes extérieurs d’appartenance religieuse n’entraîne pas une atteinte excessive à la liberté de pensée, de conscience et de religion garantie par l’article 9 cité ci dessus ; que ladite sanction, qui vise à assurer le respect du principe de laïcité dans les établissements scolaires publics sans discrimination entre les confessions des élèves, ne méconnaît pas non plus le principe de non discrimination édicté par les stipulations de l’article 14 cité ci dessus ; que dès lors, en jugeant que la décision attaquée ne méconnaissait pas les articles 9 et 14 de la convention européenne de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales, la cour administrative d’appel de Paris n’a commis aucune erreur de droit ;

Considérant que les moyens tirés de ce que la décision attaquée serait constitutive d’une discrimination à l’égard de la minorité nationale que formerait la communauté sikhe de France, contraire à l’article 14 de la convention européenne de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales et d’une violation de l’article 8 de la même convention, sont nouveaux en cassation et ne sont donc pas recevables ;

Considérant qu’il résulte de ce qui précède que M. Chain A n’est pas fondé à demander l’annulation de l’arrêt attaqué ;


D E C I D E :


Article 1er : La requête formée par M. Chain A représentant son fils mineur Ranjit A est rejetée.

Article 2 : La présente décision sera notifiée à M. Chain A et au ministre de l’éducation nationale.

Copie en sera adressée pour information au recteur de l’académie de Créteil.

   vota su OKnotizie

 

postato da rosalbas · permalink · commenti (8)


Commenti
#1   18 Maggio 2008 - 18:31
 
qui in italia invece ci sarebbe una sommossa popolare in difesa delle "nostre" radici cristiane, i politici sia csx che cdx si straccerebbero le vesti, e le gerarchie vaticane comincerebbero a urlare contro la deriva laicista, proprio un altro mondo

nino
utente anonimo

#2   18 Maggio 2008 - 21:02
 
troppa carne a cuocere,
per chi è ateo non devoto nè militante come me... non credo che espellere un ragazzo col turbante (ma potrebbe trattarsi di una qualsiasi "roba" religiosa ) possa portare qualcosa di buono,però è innegabile che quello delle lobby religiose si un problema serio (sopratutto in italia)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ma55

#3   18 Maggio 2008 - 23:27
 
E' sempre un piacere leggerti!!
Ciaoo
:-DDD

Image Hosted by ImageShack.us
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PV64

#4   19 Maggio 2008 - 08:43
 
Scopro per caso il suo blog. Mi fa molto piacere trovare ancora qualcuno che abbia voglia di metterci la faccia nelle idee che porta avanti. A me non è più dato di farlo. Lei è una boccata di aria pulita; si mantenga integra fin dove le sarà possibile.
Con stima. L.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Leglitz

#5   19 Maggio 2008 - 14:59
 
Anche io sono un insegnante. M anon mi disturba il crocifisso in classe, anche se non sono molto credente. Nella mia scuola anche gli islamici, cne sono rispettati al massimo, non fanno problemi, anzi alcuni permettono ai loro figli di frequentare le lezioni di religione catolica, pur continuando a rimanere islamici. A nostra volta anche noi abbiamo permesso senza problemi un progetti sulla conoscenza dell'islam..Vos'è questa se non accettazione degli altri? Ciao e un cordiale saluto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ulysses54

#6   19 Maggio 2008 - 15:00
 
Ah, io sono per una scuola pubblica, non confessionale!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ulysses54

#7   20 Maggio 2008 - 19:25
 
ho un esperienza simile a quella di ulysse54
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ma55

#8   27 Maggio 2008 - 13:47
 
ti appoggio in pieno
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente robydeville

Commenti
archivio
categorie
0 chi sono
1 banner di nero assenso
1 maggio
1 maggio foto
25 aprile

a-hanno detto di me
abbandoni
aborto
amenità
amore
andrea rivera
anonimato
anonimi
anonimi anonimato
assurdità
ateismo
ateismo e poesia
audizione parlamentare uaar
bagnasco
bambini
bibbia
bigottismo
bioetica
bonifica statistica
bullismo
campagna elettorale
censura
chiarimenti
chiesa
chiesa cattolica
chiesa cattolica e spettacolariz
chiesa cattolica impicciona
chiesa e abusi sessuali
chiesa e finanza
chiesa e pedofilia
chiesa e spettacolarizzazione
chiesa violenta
chisa cattolica e codice stradal
clericalismo
cmpagna elettorale
compleanno
comunicazione
concordato
confessionalismo
congresso uaar
coraggio laico
coraggio laicofoto
corano
corruzione
cose da pazzi
cose di papi
costituzione
credenti contro le gerarchie vat
crimini taciuti
crocefissi
curriculum
darwin day
darwin day uaar
darwin days uaar
deliri di tutti i tempi
democrazia
dico
dico negati
dio
diritti civili
diritti cvili
diritti umani
discriminazione
discriminazioni
disonestà
diversità
dolore
donne
elezioni
emozioni
etica
etica laica
eutanasia
evasione fiscale
family today
fede
fede e malattia
felicità
filosofia
foto
foto croazia
foto di belfast
foto di praga
foto gaypride 2007
gay pide 2008
gay pride
gay pride 2007
gay pride 2008
governo clericale
grillini
hack
hack e donatelli
hanno detto di me
ideo
il mio libro
inauguro il mio nuovo blog
incomprensioni
incomunicabilità
indormazione
indottrinamento
indottrinamento infantile
informazione
informazione negata
ingerenze vaticane
ingiustizia
ingiustizie
intervista a rosalba sulla scuol
intimidazioni
ipocrisia
la questua
lager
laicismo
laicita
laicità
lavoro
le mie recensioni
lettera a don ale
libertà
libertà di espressione
luttazzi il grande
mafia
malattie
mamma
memoria storica
mia candidatura
mie recensioni
mobbing
morte
muse
musica
natale
nero assenso
no alla guerra
non teismo
note di un viaggio
note di viaggio
notte bianca roma
odifreddi
omofobia
omosessuali
omosessualità
ora alternativa
ora di religione
otto marzo
otto per mille
papabanner
pasolini
patti lateranansi
personaggi
pillola del giorno dopo
poesia
poesie d amore
poesie damore
poesie di nero assenso
poesie varie
poitica
politica
potere
precari
precetti pasquali
pregiudizi
premio brian uaar
premio giordano bruno
premio poesia
premio uaar lauree
premio uaar mostra cinema
primo maggio
primo maggio 2007 foto
problemi di famiglia
provocazioni
psicologia
pubblicità
quanti cattolici in italia
ragione superstizione
reato o peccato
relazioni d amore e non
relazioni damore e non
relazioni di coppia e non
religione
religione e potere
religioni
repubblica italiana
ricerca scientifica
ricordi
riflessioni
riflessioni sull amore
risoluzioni di problemi
risonanze di gravita
rivera
salute
satira
sbattezzo
scienza
scrocifiggiamoci
scuola
scuola laica
scuola laica scuola pubblica
scuola lica scuola pubblica
scuola pubblica
scuola pubblica scuola laica
scuola statale
scuola statale in crisi
sessualità
settimana anticoncordaria
settimana anticoncordataria
sfratti coatti
sfrenata realtà
solidarietà
solidarietà internazionale uaar
splinder night foto
splindernight
statistiche
teodicea
terminologie
testameno biologico
totalitarismi
uaar
uaar diventa aps
uaar in parlamento
uguaglianza nella diversità
unioni civili
università
v-day
vaticano
vere origini natale
viaggi
video
video sex crimen and the vatican
violenza
vita
welby
xx settembre
commenti recenti
Post Recenti


Campagne Permanenti
Partecipano
-->