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Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.
«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»
(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)
“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”
(Gaetano Salvemini)
Domanda: Cosa c'è dopo la vita?
Risposta: I fianchi.
Home » ateismoTag correlati: laicita, indottrinamento infantile, fede e malattia, uaar, assurdità, mie recensioni, fede, laicità, bioetica, non teismo, dico negati, chiesa, scuola laica scuola pubblica, aborto, chiarimenti
giovedì, 24 luglio 2008, 16:30
Da UAAR
<< D’accordo su nuove moschee o sinagoghe, purché “ci sia la responsabilità e questi luoghi di culto siano integrati nel quartiere in cui dovessero nascere”. Lo ha dichiarato ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, partecipando alla presentazione di una nuova associazione di immigrati. “Credo -ha aggiunto- che dove c’è una religione autentica sia più facile sconfiggere qualsiasi tipo di violenza e intolleranza”.>>
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Per me Alemanno ha detto una grande sciocchezza. Io riformulerei così ” Ritengo che dove c’è una religione autentica sia più difficile sconfiggere qualsiasi tipo di violenza e intolleranza”.
Infatti, i fondamentalismi, gli integralismi ( religioni autentiche ) sono l’humus per le guerre. Poi ovviamente ci mettiamo anche i problemi economici che vanno a braccetto. Vedete voi, prima quello o quell’altro…Direi che sono intercambiabili. AH! Il tutto condito da un’autentica sete di POTERE…
Aggiungo che questa affermazione colpisce tutti coloro che NON hanno nessuna religione. Ho letto anche su un libretto di Religione cattolica diffuso nelle scuole che " chi non crede in Dio provoca guerre". Insomma i veri reietti sono gli atei, gli agnostici...
A parte tutto... cerchiamo di essere SERI!
Siccome io sono una RELATIVISTA, voglio relativizzare e non generalizzare, come fa Alemanno.
Le persone abiette, violente, possono essere religiose e non religiose. OK?????????????????????????????????????????????????????
Per esempio, leggete qui , che bravi cattolici, autenticamente religiosi...
Concludo che Alemanno abbia dato parere favorevole proprio per scongiurare un' EVENTUALE GUERRA DI RELIGIONE!!!!
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giovedì, 03 luglio 2008, 09:56
ULTIME NOTIZIE: "FARSI CHIESA E' UNA MINACCIA!"
Davvero divertente il loro linguaggio, una sorta di volo carpiato a mille giri. Mortale e mortifero.
Ebbene sì, signori, i vescovi europei (link) sono allarmati rispetto all' ateismo organizzato perchè è simile ad una CHIESA! Udite udite!
Se “farsi Chiesa” è una minaccia allora si danno la zappa sui piedi! Bah, non ci sono altre parole per definirli…
NON SIAMO CHIESA,
questo è il fatto. Questo, forse fa più paura. Nessun indottrinamento e manipolazione di cervelli, qui ognuno li usa secondo scienza e coscienza, ragionevolezza e responsabilità.
Questo fa paura.
R.S
AGGIORNAMENTO
Dai commenti lasciati su OKNOTIZIE
Questo dimostra I-ne-qui-vo-ca-bil-men-te che la Chiesa è fatta di uomini che sanno farsi autogol con grande senso masochistico e di non possedere poi un così grande "spessore" strategico/culturale. Hanno forse inventato la Chiesa atea? Credo che chi abbia coniato questa frase verrà certamente spellato vivo :). Chiesa atea contro Chiesa cattolica? La Chiesa di Dio contro la Chiesa del Diavolo? I pronostici cosa dicono di questo nuovo ed attuale derby?
Eldo
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Ah ah fanno davvero autogol e la paura fa '90! tentano i calci d'angolo, ma si danno solo un calcio nel... Sono abituati a giocare da soli e non sopportano il campo affollato. Se trovano qualcuno lo marcano a uomo e fanno spesso fallo. Ma sai poi c'è la punizione e a loro non vale l'ammonizione. Gli arbitri sono sempre loro.
Ros
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lunedì, 16 giugno 2008, 15:25
SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE dal sito www.uaar.it
L’UAAR ha deciso di impegnarsi in una campagna di solidarietà internazionale finanziando uno dei progetti dell’IHEU, l’organizzazione internazionale della quale fa parte.
Il progetto che per quest’anno abbiamo deciso di sostenere riguarda l’educazione in Africa: si tratta di finanziare due scuole laiche in Uganda, la Isaac Newton School e la Mustard Seed School. I fondi raccolti serviranno a finanziare la costruzione in entrambe le scuole di laboratori di scienze, oltre a garantire l’accesso all’istruzione a bambini provenienti da famiglie non in grado di pagare una retta (circa la metà degli studenti). La Isaac Newton School inoltre, sorgendo in un’area rurale, necessita di un generatore di corrente. Ulteriori informazioni (in inglese) sono disponibili sul sito della IHEU.
Per sostenere il progetto compila questo modulo.
Ricordiamo che per effettuare la donazione occorre che il nome e cognome sia identico a quello che compare sulla carta di credito: qualora fosse diverso (ad es., marito e moglie) occorre specificarlo nel campo note.
Nel 2009 la campagna di solidarietà internazionale continuerà col sostegno ad un progetto diverso.
Ricordiamo che l’UAAR, dal luglio 2007, è iscritta al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale. L’art. 22 della legge 383/2000, che disciplina tali associazioni, consente la detraibilità fiscale delle sottoscrizioni volontarie, definite “erogazioni liberali”. Ciò significa che le somme elargite all’associazione sono detraibili dall’imposta lorda ai fini IRPEF per un importo pari al 19 (diciannove) % dell’erogazione liberale effettuata, sino a un valore massimo di € 2.065,83 o, in alternativa, sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10 (dieci) % del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000,00 €/anno (legge 80/2005, art. 14, comma 1).
Riteniamo indispensabile che le richieste di contribuzione al sostegno dell’attività dell’UAAR debbano essere accompagnate dall’assoluta trasparenza sul loro impiego.
La somma raccolta sarà ovviamente resa pubblica, anche attraverso il bilancio dell’associazione.
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lunedì, 21 aprile 2008, 20:21
Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto
Recensione di Rosalba Sgroia

Esporre le proprie ragioni del perché non si aderisce ad una fede, ad una confessione religiosa e non temere eventuali reazioni intimidatorie, fa onore all’autore di questo libro e a tutti coloro che, come lui, esprimono il proprio punto di vista a riguardo. Giancarlo Marchi, lungi dal voler produrre un trattato anticattolico, ha raccontato fatti accaduti vissuti in prima persona e ha esposto “alcune realtà e notizie non certo di prima mano, ma già sapute e risapute da chi le ha volute o le vuole sapere”.
Vivere sulla propria pelle la rigidità dei precetti cattolici impartiti in un collegio salesiano, verso la fine degli anni ’30, ricucire gli strappi laceranti di un’educazione ferrea e coercitiva e poi “denunciare” il proprio sconcerto e dolore, non è impresa facile per nessuno, ma è ancora più difficile farlo in modo lucido, profondamente umano e soprattutto con la dignità di chi non si arrende all’ignavia, all’inerzia mentale, al silenzio.
L’autore, nella prima parte del libro- presentato con la copertina tratta dal n.2/2004 de l’Ateo, dedicato all’Indottrinamento infantile- ci mostra l’insofferenza e la pena vissute quando era uno studente del collegio S.Giuseppe di Modena. Ci racconta, in modo semplice e incisivo, il suo percorso costruito sulle piccole e innocue vendette architettate ai “danni” di quei preti così severi. Un modo per difendersi e per meglio sopportare quel regime di vita in cui l’attenzione principale era quella di vigilare affinché i ragazzi non commettessero “atti impuri”, senza preoccuparsi di tener d’occhio gli adulti in tonaca, attratti da quei ragazzi in erba…, in cui s’impartivano pratiche religiose estenuanti e ripetitive fino allo stordimento, in cui si taceva, per ovvie ragioni, tutta una parte di insegnamento storico- religioso, in cui, insomma, accadevano episodi incresciosi e deleteri per i poveri studenti.
Il Marchi, prosegue raccontando come ha iniziato a cercare spiegazioni sui perché dei danni subiti, su come il sistema ecclesiastico aveva operato per secoli e secoli in questa direzione. Attraverso l’episodio dell’incontro con un Vescovo, avvenuto agli inizi degli anni ’70, affronta argomenti scottanti e si rivolge al prelato con la sincerità di chi vuol capire, senza scagliarsi con odio contro chi crede, ma sicuramente con l’atteggiamento critico e diffidente verso chi ha sempre usato la fede per soggiogare ed esercitare potere. Espone, a tale proposito, anche se dichiaratamente in modo sommario, alcune importanti e controverse questioni storiche, quelle sui sacramenti, sui vari culti mariani, sull’attuale controriforma e sui recenti problemi legati alla bioetica, mostrandosi profondamente indignato per come la Chiesa Cattolica abbia ultimamente edulcorato il proprio catechismo, giustificando cambiamenti che, invece, fino a qualche anno prima, erano impensabili. Perché questo? Se a quei tempi si decantava la giustezza della liturgia, delle imposizioni, degli insegnamenti dottrinali, perché si è avvertita la necessità di cambiarli? Perché i nati nella prima metà del novecento ( e non solo loro, purtroppo!) hanno dovuto subire quei soprusi? Ecco, noi sappiamo perché, e anche il nostro Marchi lo sa. Per questo vuole ribadirlo con questo libro. Un libro di facile lettura, un piccolo e semplice compendio che può essere strumento per chi voglia conoscere alcuni dei misfatti compiuti, in un clima di profonda ignoranza e rassegnazione, dai poteri ecclesiastici; un esempio di come si possa vivere a testa alta, da non credente, in un paesino in cui chi non frequenta la chiesa viene ancora considerato un “diverso”, una persona non perbene…
GIANCARLO MARCHI, “ Ecco perché non sono credente” Il pulcino è cresciuto. Edizioni Il Fiorino 2005 Modena
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lunedì, 25 febbraio 2008, 13:03
Intervista in tre parti a Carlo Flamigni, professore di Ginecologia e ostetricia all'Università di Bologna, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica e presidente onorario UAAR, rilasciata a Bologna il 19 febbraio 2008, durante il ciclo di conferenze "Nessun Dogma, i martedì della cultura laica" organizzati dal circolo UAAR di Bologna".
FLAMIGNI: «sono convinto che questa associazione [UAAR] potrebbe avere un forte impatto sulla vita sociale, filosofica, politica italiana se ci si rendesse conto (e non sono certamente il primo io a dirlo) della forza che hanno le persone non credenti, gli atei e gli agnostici, in Italia e in Europa»
«Dite "secondo me": ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma ha anche il dovere di chiarire subito che non si tratta di verità assolute [...] io non voglio dare del bugiardo ad un monsignore( Sgreccia) , ma voglio chiedergli la cosa piu' semplice nel campo della laicità: quel "secondo me" che fa tutta a differenza, perchè se secondo lui è così, secondo me non è così: allora confrontiamoci, discutiamo, ma alla pari, da brave persone, ognuna delle quali riconosce che la sua verità può essere non accettata dall'altro»
LE ALTRE PUNTATE:
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sabato, 01 dicembre 2007, 19:20
Archiviato da rosalbasgroia in:
ateismo
UAAR GLOBALE,
Più attenzione all'estero che in ITALIA a questo comunicato.
COME MAI SECONDO VOI?

Il comunicato UAAR di commento all’enciclica di Benedetto XVI deve essere evidentemente piaciuto: rilanciato da alcune agenzie di stampa internazionali (tra cui France Press, Ansa e Reuters), è stato diffuso sui siti internet di mezzo mondo, oltre ad essere stato citato da Repubblica, Messaggero, la Sicilia. Diamo qui un elenco dei paesi in cui ci risulta sia stato ripreso:
- Belgio (7sur7)
- Brasile (AFP)
- Canada (National Post, Vancouver Sun)
- Cile (El Mercurio)
- Francia (La Croix, L’Express, France24, Le Monde, La Tribune, Yahoo)
- Germania (Deutsche Welle)
- Honduras (La Prensa)
- Regno Unito (Richard Dawkins website)
- Repubblica Ceca (Karlovy Vary)
- Uruguay (El Pais)
- USA (Head On Network, Washington Post, Yahoo)
- Venezuela (El Tiempo, El Universal)
- Vietnam (Viet Catholic News)
dalle ultimissime uaar
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sabato, 01 dicembre 2007, 18:18
Dopo gli attacchi dell'enciclica papale, mi sembra opportuno presentare un libro molto interessante, non recentissimo, ma quanto mai attuale.
«Oggi l’ateo non è più considerato un mostro, non è più un’eccezione… ci appaiono sbiaditi quei sospetti (inaffidabilità e opportunismo n.d.r.) che avevano accompagnato l’ateismo non solo sul piano religioso ma anche sul piano morale». R.B
Ma torneremo indietro?
I SENZA DIO
Pubblicata su L'Ateo e sul sito UAAR

Remo Bodei. I senza Dio. Figure e momenti dell’ateismo. A cura di Gabriella Caramore. Brescia, Ed. Morcelliana 2000, Collana “Uomini e Profeti”, pp. 99, € 8,26. ISBN 8837218095
In questo libro Remo Bodei opera una riflessione sull’ateismo e sul rapporto che questo fenomeno ha con la fede, offrendo numerosi spunti di riflessione, di discussione e di critica, nonché dei suggerimenti di lettura sull’argomento.
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venerdì, 30 novembre 2007, 16:02
Una risposta DOVEROSA, PACIFICA E CIVILE ad un'enciclica piena di attacchi all'ateismo, al laicismo e alle conquiste di libertà e uguaglianza.
Gli atei non lanciano bombe, non gridano vendetta, non usano violenza, ma la ragione di fronte ad accuse che tendono a rinnegare le conquiste della democrazia.
E rispondono con serenità.
Enciclica papale: la risposta degli atei
Dalle Ultimissime UAAR
Il Papa si tranquillizzi: gli atei non si sentono senza speranza. Anzi, vivono benissimo così, nell'orizzonte attuale della loro vita terrena, senza doversi cullare nella speranza di un sereno aldilà. Questa la risposta della Uaar all'ultima enciclica papale, Spe Salvi, firmata e pubblicata dal Vaticano oggi stesso. «L'esistenza di un miliardo di non credenti al mondo - spiega il segretario dell'Uaar Raffaele Carcano – dovrebbe essere sufficiente per far capire al Papa che l'uomo può vivere benissimo senza Dio, ma con la ragione».
Il Papa, infatti, se la prende in particolare con l'ateismo, che avrebbe provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia». Ma forse si è dimenticato di aprire un manuale di storia: «vogliamo parlare del nazismo, con cui il Vaticano stipulò un concordato poche settimane dopo la sua ascesa al potere? Delle Crociate? Della Santa Inquisizione?», si chiede Carcano.
Per non parlare dell'idea che la scienza sia diventata irrilevante per il progresso dell'umanità, a causa del suo distacco dalla religione. E di quella per cui, a fondamento dell'idea di libertà, debba per forza starci la fede. «Ma come si fa a parlare di fallimento dell'Illuminismo? È all'Illuminismo che dobbiamo la democrazia, la libertà, l'uguaglianza. E poi, sentire parlare di libertà il sovrano di uno stato illiberale, francamente, sembra una contraddizione».Insomma, conclude Carcano, è chiaro che il nemico numero uno di questo Papa siamo noi, gli atei. Ed è comprensibile: «il numero di non credenti sta aumentando. Anche grazie all'attuale Papa e a encicliche come questa».
Comunicato stampa UAAR
RIPRESO DAL SITO DEL MESSAGGERO
DALLA STAMPA ESTERA
QUI e QUI
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martedì, 13 novembre 2007, 14:45
Lezioni di ateismo.
Chi sono gli atei?
Ecco le risposte in un video (prima parte)
-ooo-
Esiste Dio?
SECONDA PARTE
Prof. Calogero M.
-ooo-
Poi consiglio anche questa scena (dr.House)
QUI
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martedì, 23 ottobre 2007, 20:48
INTERVISTA a Rosalba Sgroia
(Responsabile UAAR del Progetto Ora alternativa)
di Alessandro Bon
A quanti anni si è scoperta atea? E perchè lei vuole professare la sua assenza di fede.
Io non ho mai seguito una religione ( a parte la comunione dei miei lontani otto anni, fatta solo per spirito emulativo), un credo che mi portasse a rivolgere il pensiero ad un entità superiore, ad un dio. Qualche volta sì, nell’adolescenza mi è capitato di alzare gli occhi al cielo, come per invocare qualcosa o qualcuno, ma non era un gesto legato alla fede, forse un gesto scaramantico, fatto per consuetudine, ma che ho subito abbandonato. In ogni caso avvertivo una sorta di fastidio nei confronti dei dogmi, del concetto di peccato ( che da piccola inventavo sistematicamente al confessionale) e di tutti quei precetti che risultavano completamente estranei al mio modo di vedere le cose. Sottolineo che tali pensieri non mi sono stati inculcati da nessuno, ma li ho maturati intorno ai 15/16 anni, studiando la storia, la psicologia, la filosofia.
Attualmente io non professo la mia assenza di fede come se volessi dimostrare chissà che cosa, ma sono impegnata nell' UAAR per difendere i diritti dei diversamente credenti, cioè delle persone che non hanno alcuna religione e che, in Italia, de facto, si trovano ad essere cittadini di serie C. Non contesto la religione tout court, ma tutto l’apparato di potere che si è costruito intorno ad essa. Contesto la connivenza tra politica e potere religioso. Di sicuro non gradisco che i principi di fede, i dogmi debbano essere imposti, magari diventare legge per tutti.
Cosa vuol dire vivere da atei? Che cosa le manca, che cosa ha in più di un religioso?
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