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Poesie,foto, pensieri in libertà. Per rompere il cerchio dove domina il nero assenso dell'acquiescenza collettiva. Per imparare a cambiare pelle, a scoprire la voce del nostro canto, per progettare la nostra vita con responsabilità.
«Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova»
(Euclide, 365-275 a.e.v. ca.)
“La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro”
(Gaetano Salvemini)
Domanda: Cosa c'è dopo la vita?
Risposta: I fianchi.
sabato, 19 aprile 2008, 19:02
E di me, e di te
E di me
resterà una traccia.
La zolla di terra
segnata sul petto
che carne di sale
si piega al vento
colmata d’amore
vestita di seta
sofferta e segreta
si posa sul seno.
Traccia d’aria
respiro innocente
il volto, la mente.
----
E di te
resterà l’odore
che spezza i ricordi
che adorna le sere.
Rumori di sogni
canzoni e chimere.
Rugiada d’ambra
soffuse stagioni
rincorrono lune
e s’alzano in volo.
E di me
E di te
Resteranno le nostre mani
E parleranno ancora.
Rosalba Sgroia
2007

Foto Rosalba Sgroia
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mercoledì, 06 giugno 2007, 16:00
Cari amici,
la poesia a volte irrompe nei momenti inaspettati. Ci si ritrova nudi e fragili. Sono momenti che scandiscono i giorni. Ho voglia di poesia.
In questa c'è la forza inespressa di un amore che nasce e che subito può finire, perché così è... L'amore è una nuvola gravida di pioggia che a volte non scroscia. E resta lì, a lungo. Si sposterà su altri lidi e lì, libererà la sua potenza, ma...nulla, sto farneticando. Non so.
Pensieri, pensieri, attaccati al reale sul viale dei sogni.
Sogni a venire.
Mio perduto amore
Cerco di non pensare
ma come non avere
per te questo dolore
che si frantuma
nella notte
Come non pensare
ai nostri desideri
che si accarezzavano
da tempo immemore
Come non pensare
alla nostra voce
lontana e rarefatta
che si avvicinava
per parlare d’amore
Come non pensare
alle giornate da srotolare
come nastri al vento
Come non pensare
ai tappeti di viole
da consumare sui nostri passi
solitari e fuggenti.
Come non pensare
ai nostri sentimenti
trafitti all’alba
Come non pensare
a questa nostra vita
che ci strappa gli occhi
la mente e il cuore.
Come non pensare
alle tue mani perse
a cercare le mie.
Come non pensare
al tormento del piacere
sottratto al grigiore
del non lasciarsi andare
Come non pensare
ai tragitti del tempo
che segnavano sorrisi
appesi ai vagoni di un treno.
Come non pensare
alle lacrime che irrompono
nel buio delle nostre coscienze
Come non pensare
che sta cadendo il sole
Come non pensare
che nulla più potrà fiorire
Come non pensare
alle corse sul mare
che sta ad aspettare.
Meglio non pensare
che il sogno non sia reale.
Attendo in silenzio
non so neanche cosa
e stacco il pensiero
poggiandolo sul grembo
di una goccia d’acqua
quella che si posa
lacrima di sale
che laverà la traccia
e la condurrà lontano.
Mio perduto amore.
Perduto o trovato?
-ooo-
Rosalba Sgroia
2007
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lunedì, 19 febbraio 2007, 22:27
UNA POESIA PER GLI AMORI IMPOSSIBILI.
-ooo-
Stelle oscure
Io, acqua sorgiva
ho spento le braci
fuggendo,
levigando pietre,
solcando la terra.
Tristezze sparse
a tratti
e ne farò cristalli.
Cristalli che s'infrangono
sulle parole vuote
spettri immateriali
ali senza vita.
postato da rosalbas · permalink
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lunedì, 22 gennaio 2007, 16:35
Ros 21/01/07
Unica via…poesia
Giunto sin qui
senza sapere come.
Caldo e suadente
mi appare vento
e stende il suo manto
che dona pace
e tormento.
Strappa il velo del pianto
simula sguardo felino
ama la luna ridente
stacca le fronde dei solchi
che tanto hanno detto
e patito dolore.
Suono nella sera affranto
mi pare di avere la mano
che stringe e comincia
a parlare al mio mondo.
La stretta vitale che agguanta
e non molla il mio sole
che dona colore
nell’arco del cielo.
Unica via
stasera per dirti
questa meraviglia che arde.
Rosalba Sgroia
22 genn.2007
-ooo-
E ANCHE L'AMORE PER I FIGLI E' LIBERO E RENDE LIBERI.
Libertà, autonomia, responsabilità.
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lunedì, 30 ottobre 2006, 20:20
Ma sì, sì…ci sono persone che hanno un fascino strano. Persone che riescono ad evocare
silenzi negli spazi di ciò che ci anima. Hanno occhi come pietre di acqua e sale, che dissetano
e lasciano l’arsura. E l’incanto dello sguardo non ha confini, ci attrae e ci riconduce a ripercorrere
quei sentieri oscurati, ma vivi e presenti.
Luce che ristora e fa arrossire.
Scritta mentre ascoltavo la “Valse triste” di Sibelius.
OPERA D’ARTE
L'eleganza dei tuoi occhi
si dipinge di luce fluente
quando lo sguardo mio
si fa carezza e ti raggiunge.
L'incanto dei miei occhi
si nutre dei riflessi che ridoni
e s'anima la danza
di tinte, di suoni.
Ora si ferma il mondo.
E' un'opera d'arte
che sfugge alla tela.
***
Rosalba Sgroia
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martedì, 13 giugno 2006, 12:29
CARI AMICI,
MI SONO RILASSATA IN QUESTI GIORNI.
NON MI VA MOLTO DI LEGGERE I GIORNALI.
SI, LO AMMETTO.
NON MI VA DI PARLARE DI POLITICA.
SI, LO AMMETTO.
MI CAPITA DI PENSARE ALL’AMORE.
SI, LO AMMETTO.
MA QUANDO PENSO ALL’AMORE…MI VIENE DA SCRIVERE QUESTO, COSI, DI GETTO:
Quando penso all'amore...
Sento che questa sera leggera mi accoglie come se fossi un piccolo fiore di campo nelle mani di un bimbo e sento la fitta nebbia nascondersi nelle pieghe della mano…e gli occhi chiusi a fessura che guardano lontano mi paiono dire …là c’è il mare e le nuvole che corrono veloci e tutto s’immerge, tutto s’incammina verso il deserto delle mie speranze.
Navigano dune di memorie mai sopite, ma sempre in movimento sempre fluttuanti andando serene nelle onde del vento…e penso ai respiri delle estati di fuoco quando i vestiti si attaccavano alla pelle e l’aria si addensava intorno a quelle stelle che mi sembravano occhi d’amante, dalle sfere tremule e gioconde. Nascostamente la mia risata si spandeva nell’aria quasi a voler fermare l’atmosfera che correva e si posava su quegli occhi festosi e stanchi di gioie improvvise. Immaginavo le calde serate d’oriente quando il cielo si contraeva tra nubi repentine e cariche di rugiada violenta che s’abbatteva funesta sulla terra e ricopriva le zone dei prati verdi di cascate d’argento.
Cosa è l’amore…se non il desiderio di corpi che si cercano. Null’altro. Solo questo… e il resto è tutto un ricamo mentale che cerca di abbellire i contorni degli spazi vuoti, tra un contatto e l’altro.
Rosalba Sgroia
giugno 2006
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lunedì, 27 marzo 2006, 08:40
LETTERA D' AMORE DEDICATA A CHI SI AMA, A CHI NON HA IL CORAGGIO DI DIRLO, A CHI NON VERREBBE MAI IN MENTE DI DIRLO, A CHI SOGNA QUALCUNO A CUI DIRLO…
“E' forte il potere che tu hai su di me . Sei un adorabile folle che mi toglie il sonno senza far nulla, ma per il solo fatto di esistere...La mia insonnia si nutre di te e dei tuoi segni bizzarri. La tua leggera follia mi fa compagnia e si specchia nella mia.
E' una sensazione strana. Impalpabile inquietudine che mi dà la scossa e anche il fatto che te lo devo scrivere è più forte di qualsiasi barriera.
Questo mi rende libera e inchiodata, sicura e dubbiosa, tenace e fragile. Sorriderai per ciò che scrivo e allora fallo di gusto e poi assapora, accendi quegli occhi che scintillano di luce, una luce che penetra e si spinge oltre, che si allontana per raggiungere dimensioni che sfuggono ai miei sensi e alla mia ragione.
Non sei, sì, non sarai mai, ma esisti come un’ombra e come un’orma imprimi la mia carne bianca e inesistente, ma ancor di più la mia mente e la fai roteare, rimbalzare, cadere, allontanare, avvicinare, distendere, contrarre…
Sei un sottile e continuo fuoco che non riposa, che non dà pace, ma che percorre i pendii della mia memoria e del mio presente.
Sei fuoco e acqua contemporaneamente. Mi costringi a guardarti e a cercarti e non sai di farlo. Ed è una remota immagine che riaffiora, una figura che vidi un tempo lontano.
Sei sempre vissuto in me perché somigli ai miei sogni ricorrenti, quelli che mi fanno camminare al buio e rasentare pareti rupestri senza il timore di cadere nel baratro.
Quei sogni che ti fanno sentire il cuore nelle tempie, quei sogni che ti fanno volteggiare in una danza a spirale e in sospensione.
E ti possiedo comunque, nell’assenza, come una parte di me, quella più folle, che tu lo sappia o no, che tu lo voglia o no. Comunque e dovunque sia il tuo cammino, il tuo sito, il tuo giaciglio, il tuo nascondiglio, lontano dalla mia inconsistente e vacua presenza, restano tra le mie pareti disadorne, fredde, ma bollenti del tuo fuoco che catturo e conservo nel punto più profondo della mia vita.
E ti raggiungerò anche se non te ne accorgerai e sarà un’ala il mio pensiero”.
Ala notturna il mio pensiero
Prima di addormentarti,
mentre starai per chiudere gli occhi
-mandorle nere e pungenti d'amore-
si nasconderà, in tutti i colori del buio,
un pensiero ricorrente,
che a spirale ti condurrà lontano.
Ti volterai felino,
lo scaccerai, lo bloccherai
e ne devierai il corso.
Ti seguirà un suono dolce e argentino,
solleticherà le tue labbra
e le dischiuderà in un gemito profondo.
Ed io, custode di quella melodia
saprò tendere l’arco e stilettare
lontano lontano un richiamo.
Resterà lì, sospeso in un punto,
in un luogo dove alberga l’assenza.
Durerà una notte o una vita,
sarà tremendamente chiaro
e, di qua, il mio candore ti confonderà
senza toccarti.
Ala notturna il mio pensiero
sui tuoi neri occhi, pungenti d’amore.
Rosalba Sgroia 2005
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martedì, 21 marzo 2006, 14:45
Il corpo di una donna
Il corpo di una donna giace
tra due sonni di un uomo,
tra un progetto ed un’azione audace.
Della passione, l’ardito, non ode il suono
e riposa le membra sue sfiancate
su di un letto che ne diventa il trono.
Per lui è una storia a puntate,
una sosta senza troppa importanza,
le sue idee sono altrove proiettate.
Per lei solo il silenzio della stanza,
l’emozioni riposte in un cantuccio,
attenta a non ferir tale baldanza.
In lui non si profila nessun cruccio,
è sicuro, dorme come un bimbo.
E lei indugia, s’emoziona. -Meglio se taccio!-
R.S.2000
Mi aggancio agli ultimi commenti del post precedente…Vediamo se l’argomento tira J !
Premetto che questa poesia ( e anche “Noi, donne nuove” del post precedente) l’ho scritta dopo aver letto il libro “Antigua, vita mia” di Marcela Serrano, sulla scia di ciò che lei descriveva e anche pensando a me qualche anno fa…data la similitudine, con le mie esperienze, che ne usciva fuori.
Come si cambia, come cambiano le cose…per fortuna! Come sono cambiate le donne? E gli uomini? Penso che ci sia molto di cui discutere, o no? Io, comunque, non sono per la demarcazione netta tra i due sessi, come ho già scritto in precedenza. Molto è dovuto al tipo di educazione, di cultura…Mi pare che molte delle donne e degli uomini di oggi dimostrino proprio questo. Sapete che questi cambiamenti sono evidentissimi nei cuccioli d’uomo? Tra i miei alunni, noto proprio che i “maschietti” hanno capacità introspettive non indifferenti; le bimbe rivelano, invece, la parte più esteriore. Una volta ho dovuto calmare Michele. Piangeva disperatamente perché Eleonora lo aveva rifiutato in modo sgarbato. Subito dopo scrisse una poesia stupenda dedicandola alla bimba, nonostante il suo rifiuto… E non è stato un caso isolato.
Ma ora mi fermo…A voi la parola.
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domenica, 12 marzo 2006, 13:12

Amore, piccola goccia che diventa mare.
Abbiamo parlato di matrimoni falliti, di tradimenti, di quei poteri che invocano il soprannaturale per imporre dogmi e schemi di vita, per gestire il pubblico e il privato ed ora una poesia d’amore, questo sconosciuto, un sentimento anche questo spesso ingabbiato e mortificato dall’idea del possesso… Amore, piccola goccia che diventa mare.
Campi d’amore
Conosco quel luogo…
Lago d’argento e rovi,
pacata e smaniosa terra di fuoco,
dove le alture
smarriscono tra dense nebbie,
dove gli abissi incontrano le stelle,
dove l’assenza non chiama la paura,
ma sul suo dorso erge il desiderio…
Conosco quel tempo che, tacito, fugge
e fa tremar la pelle,
ai margini di lacrime e sorrisi…
E’ lì che puoi trovarmi.
Luogo di fasti e di rovine,
in sconfinati campi di luce
nelle pendenti fronde d’alberi soli,
nelle stille di brina
che discendono stanche
da foglie tremanti,
tra i rigagnoli
che fendono l’arida terra,
nell’ugola di usignoli spensierati,
nel vigoroso e secolare arbusto
vissuto tra i segreti
di perduti amanti…
E’ lì che indugio, è lì che scruto.
E’ lì che dovrai cercarmi
o morirò per sempre…
Rosalba Sgroia
Da “Dove va la poesia?” Carello ed.
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domenica, 19 febbraio 2006, 00:26
Foto di Pino Iandolo Dune solitarie
Giorno muto
Ormeggia le tue vele,
annusa il respiro del vento
e ascolta il mio silenzio.
Le mie dune solitarie
dormono notti lunari di pace.
L’orizzonte ondulato d’azzurro
sfuma la nebbia
e s’ode solo il richiamo |