VIAGGIO DA FAVOLA, LETTURA DA INCUBO
IL MIO SGUARDO SI PERDE ALL'ORIZZONTE NEI RIFLESSI DELLA FANTASIA DI UN MONDO REALE
Alcune immagini del mio viaggio itinerante in Croazia e precisamente dal porto di Ancona verso la Dalmazia settentrionale e centrale.
Un luogo dal sapore ancora antico, specie in alcune zone poco frequentate dal turismo di massa, chiassoso e consumistico. Forse ancora per poco, purtroppo.
L'isola lunga ( Dugi otok) mi ha regalato momenti di pura riflessione. Ogni angolo rivelava la sua meraviglia e non stupirsi significava avere occhi e cuore chiuso.
Nel tragitto tra un paesino all’altro, o meglio tra un gruppo di case all’altro, si aprivano scenari fiabeschi dove lo sguardo si stringeva per poter mettere a fuoco tutte le isole all’orizzonte.
Specie da Brbinj ( dove alloggiavo, proprio davanti al porto in cui attraccava il traghetto) a Sali ( la capitale) si potevano ammirare panorami d’insolita bellezza in cui erano godibili entrambe le coste. Le isole sembravano disegnate con il compasso e la luce dei vari momenti della giornata le irradiava in modi assolutamente diversi.
Guidare è stata un’impresa, tanta era la curiosità di soffermare lo sguardo altrove, anzicché porre attenzione alla strada che, tra parentesi era in ottime condizioni di viabilità. ![]()
Poi altre tappe da Zadar lungo la costa verso Spalato. Queste le principali: Biograd, Tisno, Murter, Sibenik, Skradin, cascate di Krka, Primosten, Rogoznica ( dove ho alloggiato nella seconda settimana), Trogir, Kastela.
Tutto all’insegna della tranquillità, anche in pieno agosto, soprattutto con una compagnia d'eccellenza
, in perfetta sintonia con il luogo. Mi ha colpito la cortesia della gente del posto, la loro compostezza e anche quella dei bambini che, pur giocando alacremente, sulle terrazze che davano sul mare cristallino e sulle spiaggette di ciottoli, non disturbavano affatto. Davvero roba di altri tempi.
Tra una meraviglia e l’altra il mio cuore si stringeva, però, sotto altro segno, per la lettura di “Gomorra”. Immagini descritte e sofferte, di una crudezza inaudita e di una realtà inimmaginabile, che stridevano con quelle avevo dinanzi. Ho fatto fatica a modularle tra loro e a non incupirmi esageratamente per le tragedie narrate da Saviano.
Ho voluto fissare di più nella mia memoria quella porzione di terra che ancora resta quasi inalterata.
Ed ora l’ultima parola alle fotografie che ho dovuto ovviamente selezionare tra le centinaia scattate.
Buona visione
n.b. Clicca sulle foto per ingrandire
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DUGI OTOK
( E l'immobilità diventa un volo!)
DA ZADAR VERSO SPLIT
Grazie dell'attenzione
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